Ieri, 19 marzo, la comunità di Salemi si è ritrovata per onorare una delle sue tradizioni più sentite: la “Cena di San Giuseppe”. Presso il Plesso Centrale di via San Leonardo, del dirigente Salvino Amico (clicca qui per l’intervista), la magia e la devozione sono tornate protagoniste in un evento che ha saputo scaldare i cuori dei presenti, confermando quanto questo rito resti un pilastro insostituibile dell’identità locale. L’apertura della tavolata ha svelato ancora una volta il fascino dei pani lavorati e dei simboli sacri, frutto di una maestria antica, che si tramanda di generazione in generazione. È stato un momento di profonda condivisione, fede e cultura, dove i sapori del territorio salemitano hanno incontrato la storia cittadina in un abbraccio di ospitalità.
Il percorso tra le vie del centro di Salemi ha offerto ai visitatori la visione di altari meravigliosi, curati in ogni minimo dettaglio. Di particolare suggestione è stata la visita, accompagnati dal vice sindaco Pietro Crimi, all’altare allestito dall’Associazione Giovani di Salemi NG, presso l’ex Chiesa di San Giovanni (clicca qui per le interviste). A rendere questa edizione davvero speciale è stato il dialogo con l’arte contemporanea. Presso l’ex Chiesa del Rosario, la tradizione ha incontrato il respiro internazionale grazie all’esposizione dell’opera di Gandolfo Gabriele David. “L’opera- ha sottolineato il sindaco Scalisi- ha rappresentato l’eccellenza creativa a Osaka nel corso di EXPO 2025 ed ha trovato a Salemi una collocazione ideale, creando un ponte invisibile, ma potentissimo, tra le radici siciliane e le grandi platee mondiali (clicca qui per l’intervista).
INTERVISTE- Salemi tra antica tradizione e mostra d’arte contemporanea: il fascino senza tempo delle “Cene di San Giuseppe”
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