Nella giornata di ieri, è stato eseguito l’Ordine di custodia cautelare in carcere, emesso dal G.I.P. Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, nei confronti dell’uomo già sottoposto, il 28 febbraio u.s., a fermo di indiziato di delitto per l’omicidio dell’operaio di cinquantacinque anni deceduto la sera del 27 febbraio a Priolo Gargallo, che prevede la riqualificazione del reato di omicidio volontario in tentato omicidio e tentata estorsione. Il provvedimento è stato emesso in quanto, a seguito delle risultanze dell’esame autoptico, diversamente da quanto ipotizzato in sede di ispezione cadaverica effettuata al momento del decesso, è emerso che la causa della morte è da ricondurre a una grave epatopatia di cui l’uomo era affetto. Purtuttavia, rimangono le contestazioni del tentativo di omicidio, in quanto, così come rilevato dal C.T.U. in sede di esame autoptico “…le lesioni traumatiche documentate, in ragione della sede anatomica interessata e dei mezzi con cui risultano essere state inferte, appaiono astrattamente idonee a determinare conseguenze anche gravi per la vita del soggetto”, il comportamento dell’aggressore, caratterizzato dalla ferocia con cui ha colpito ripetutamente la vittima alla testa, anche dopo che questa, inerme, si era accasciata a terra, con copiose perdite di sangue, non lascia alcun dubbio sulla sua volontà di cagionarne la morte, e del tentativo di estorsione perché l’indagato, aveva minacciato di violenze fisiche, successivamente concretizzatesi in un violento pestaggio, la vittima, al fine di ricevere indebitamente una somma di denaro di circa mille euro. Il nuovo Ordine di misura cautelare è stato notificato all’interessato presso la Casa circondariale di Siracusa “Cavadonna” ove rimane ristretto.
Siracusa, svolta nelle indagini sulla morte dell’operaio di Priolo Gargallo
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