Un’aula bunker carica di significato, silenziosa e partecipe, ha fatto da cornice questa mattina al processo simulato sulla strage mafiosa di Pizzolungo, tra i momenti più intensi e significativi del programma “Non ti scordar di me”, promosso dal Comune di Erice per fare memoria delle vittime del 2 aprile 1985, Barbara Rizzo Asta e i suoi gemellini Giuseppe e Salvatore, e rinnovare l’impegno civile contro ogni forma di mafia. Protagonisti assoluti gli studenti degli istituti “S. Calvino – G.B. Amico”, “Rosina Salvo”, “Ignazio e Vincenzo Florio” e “Fardella – Ximenes”, e del Polo Universitario di Trapani che, con rigore, preparazione e straordinaria maturità, hanno ricostruito le vicende processuali legate all’attentato, interpretando i ruoli chiave del procedimento penale: giudici, pubblici ministeri, avvocati, testimoni. L’iniziativa, promossa da Tribunale di Trapani, Procura della Repubblica e Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Trapani, in collaborazione con il Polo Universitario e l’Associazione Co.Tu.Le.Vi., ha trasformato un momento didattico in una vera e propria esperienza di cittadinanza attiva. Più che una semplice rappresentazione questo momento è apparso come un percorso consapevole e partecipato, in cui i ragazzi hanno saputo restituire la complessità dei fatti, il peso delle responsabilità e il valore delle decisioni giudiziarie. Attraverso il linguaggio del diritto, hanno dato forma a una memoria viva, concreta, capace di interrogare il presente. Colpisce la profondità delle argomentazioni, la precisione nell’esposizione, ma soprattutto la forza espressiva con cui gli studenti hanno affrontato temi difficili e dolorosi, dimostrando una sensibilità non comune e una piena comprensione del significato di giustizia. Le intense parole di Margherita Asta, al termine del processo simulato, hanno confermato tutto questo e restituito il senso dell’iniziativa.
«Quello a cui abbiamo assistito oggi – dichiara la sindaca Daniela Toscano – va oltre ogni aspettativa. I nostri giovani non solo hanno studiato e compreso una pagina tragica della nostra storia, ma l’hanno interiorizzata, trasformandola in impegno civile. Il processo simulato, che mi auguro venga riproposto in altri momenti e anche in altri luoghi, è stato un momento altissimo, in cui memoria e diritto si sono incontrati grazie alla loro straordinaria capacità di interpretare e sentire. Così come ieri, con lo spettacolo del Teatro dei Pupi “Le ultime ore di Matteo Messina Denaro”, abbiamo visto un altro linguaggio, quello artistico e simbolico, riuscire a trasmettere con forza gli stessi valori: la condanna della mafia, il peso delle scelte e la necessità di una coscienza collettiva vigile». Un’esperienza che ha permesso agli studenti di misurarsi con i principi fondamentali dello Stato di diritto, comprendendo da vicino il funzionamento della giustizia e il valore delle istituzioni, ma anche il dolore delle vittime e il bisogno collettivo di verità. La giornata di oggi si inserisce in un percorso che già ieri, martedì 31 marzo, aveva registrato una buona partecipazione con lo spettacolo “Le ultime ore di Matteo Messina Denaro”, all’auditorium Santa Chiara del seminario vescovile. Il Teatro dei Pupi, attraverso una narrazione intensa e simbolica, ha offerto una lettura potente e accessibile dei temi della mafia e della responsabilità individuale, contribuendo a rafforzare il messaggio culturale e civile dell’intera rassegna. «Dalla scena teatrale all’Aula Bunker – aggiunge la sindaca Toscano – il filo conduttore resta lo stesso: educare alla legalità attraverso linguaggi diversi, ma ugualmente incisivi. I ragazzi oggi ci hanno dimostrato che la memoria, se coltivata, diventa coscienza e futuro». Il programma “Non ti scordar di me” si concluderà domani, giovedì 2 aprile 2026, con l’evento conclusivo dedicato, come ogni anno, alla commemorazione solenne delle vittime della strage di Pizzolungo, momento culminante di un percorso che ha saputo unire istituzioni, scuola e comunità in un’unica, forte testimonianza di impegno civile.






