domenica 12 Aprile 2026

Caltagirone: medico denunciato per esercizio abusivo. L’indagine nata dai troppi accessi di un paziente al Pronto Soccorso

La Procura della Repubblica di Caltagirone ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di un medico di nazionalità extracomunitaria, accusato di esercizio abusivo della professione medica e dichiarazioni mendaci. L’inchiesta, condotta dalla Sezione di polizia giudiziaria della Polizia di Stato, ha fatto luce su una gestione irregolare dei requisiti necessari per operare nel sistema sanitario pubblico.
Tutto ha avuto inizio da una verifica mirata degli organi inquirenti sui numerosi e frequenti accessi di un paziente presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Gravina. Analizzando la documentazione dei sanitari che avevano avuto in cura l’uomo, gli investigatori hanno notato alcune discrepanze nel profilo di un medico in particolare, decidendo di passare al setaccio l’intero curriculum del professionista.
Dagli accertamenti minuziosi è emerso un quadro di profonda irregolarità amministrativa e legale. Sebbene il medico fosse regolarmente laureato e specializzato, non risultava più iscritto ad alcun albo nazionale. L’Ordine dei Medici di Catania aveva, infatti, proceduto alla sua cancellazione a causa del mancato pagamento delle quote (morosità).
Per poter collaborare con l’ASP di Catania, il sanitario avrebbe autocertificato falsamente il possesso del requisito dell’iscrizione all’Ordine, consapevole che tale condizione fosse la conditio sine qua non per esercitare legalmente.
Le indagini hanno inoltre evidenziato ulteriori profili di criticità riguardanti la posizione anagrafica dell’indagato. È emersa l’assenza di una residenza effettiva sul territorio (risultata fittizia) e l’indicazione di un titolo di studio inferiore nelle liste AIRE rispetto a quello effettivamente posseduto, elementi che hanno contribuito a consolidare i sospetti degli inquirenti.
L’attività della Procura di Caltagirone si inquadra in un più vasto piano di contrasto all’abusivismo nelle professioni sanitarie. L’obiettivo non è stato solo verificare eventuali ipotesi di colpa medica, ma garantire che chiunque operi sulla salute dei cittadini sia in possesso dei requisiti di trasparenza e legalità imposti dalle normative vigenti.

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