Il Centro di Prima Accoglienza (CPA) di Custonaci diventa terreno di un acceso scontro politico che vede contrapposti il centrodestra trapanese e il Movimento 5 Stelle.
Tutto nasce dalle osservazioni dell’on. Cristina Ciminnisi (M5S), che ha sollevato dubbi sull’efficacia della struttura basandosi sul numero di posti letto attualmente occupati. Una critica che ha l’obiettivo di monitorare l’efficienza della spesa pubblica e la reale risposta del centro alle esigenze del territorio.
Non si è fatta attendere la risposta di Maurizio Miceli, segretario provinciale di Fratelli d’Italia, che ha rispedito al mittente le accuse, definendole “polemiche pretestuose”. Secondo Miceli, trattare il CPA come un semplice “numerificio” o un dormitorio d’emergenza significa ignorare la complessità clinica del fenomeno delle tossicodipendenze.
Il centro, nato dalla sinergia tra l’ASP di Trapani e il Comune di Custonaci, viene rivendicato da Fratelli d’Italia come un traguardo fondamentale per una provincia in cui il consumo di sostanze resta una piaga sociale profonda.
INTERVISTA- Custonaci, scontro sul CPA. Miceli (FdI): “Sulle dipendenze serve serietà, non propaganda”
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