La Sicilia si conferma tra le regioni più care d’Italia sul fronte dei carburanti. È quanto emerge dall’elaborazione del Codacons sui dati regionali pubblicati dal MIMIT, aggiornati al 23 aprile 2026, che fotografano nell’Isola un prezzo medio della benzina self pari a 1,752 euro al litro e del gasolio self pari a 2,075 euro al litro.
Un dato pesante, che colloca la Sicilia nella fascia alta della classifica nazionale: quinta tra le aree più care d’Italia per la benzina self e quinta anche per il gasolio self. Una situazione che incide direttamente sulle tasche dei cittadini siciliani, già colpiti dal caro vita, dall’aumento dei costi energetici e da una condizione infrastrutturale che rende l’uso dell’auto spesso una necessità e non una scelta.
Per il Codacons, il caro carburanti in Sicilia non riguarda soltanto gli automobilisti, ma si riflette sull’intera economia regionale: dai trasporti alla distribuzione delle merci, dal commercio alla filiera agroalimentare, fino ai prezzi finali pagati dai consumatori.
“Non è accettabile – afferma Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons – che i cittadini siciliani continuino a pagare carburanti tra i più cari d’Italia, in un territorio dove i collegamenti pubblici sono spesso insufficienti e dove molte famiglie sono costrette a utilizzare l’auto per lavorare, studiare, curarsi e spostarsi quotidianamente”.
Il dato più allarmante riguarda il gasolio, che in Sicilia resta sopra la soglia dei 2 euro al litro, con un prezzo medio pari a 2,075 euro al litro. Una cifra che rischia di produrre effetti a catena sui costi di trasporto, sulle imprese e sui prezzi al consumo.
“Il prezzo del gasolio – sottolinea Tanasi – rappresenta un campanello d’allarme gravissimo, perché incide sui trasporti, sulla filiera agroalimentare, sul commercio e, alla fine, sulle famiglie. Quando aumenta il carburante, non aumenta solo il costo del pieno: aumentano i costi della vita”.
Il Codacons chiede controlli rafforzati sull’intera filiera dei carburanti, con verifiche puntuali sull’andamento dei prezzi, sui margini praticati e su eventuali anomalie territoriali, affinché sia garantita massima trasparenza ai consumatori siciliani.
“Chiediamo al Governo e alle autorità competenti di intervenire con urgenza, perché il caro carburanti non può essere scaricato ancora una volta su famiglie, lavoratori e imprese. La Sicilia non può continuare a essere penalizzata anche sul costo della mobilità”. – conclude Tanasi





