mercoledì 6 Maggio 2026

Marsala, scatta il sequestro per un’officina meccanica: scarichi illeciti e gravi violazioni sulla sicurezza

Un’operazione congiunta tra i Carabinieri Forestali del Centro anticrimine natura di Palermo e il Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Trapani ha portato al sequestro preventivo di un’officina meccanica a Marsala. Il titolare è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per reati ambientali e sanzionato per pesanti irregolarità relative alla tutela dei lavoratori.
Durante il controllo, i militari del Nucleo investigativo di polizia ambientale e agroalimentare hanno accertato che l’attività operava in totale spregio delle normative vigenti. L’officina era infatti priva di autorizzazione allo scarico dei reflui industriali  e non disponeva di alcun impianto per il trattamento delle acque reflue.
Ancora più grave la situazione riscontrata nell’area adibita allo stoccaggio: i Carabinieri hanno individuato un deposito di rifiuti speciali, anche pericolosi, gestito senza alcuna misura di sicurezza. In particolare, è stata contestata l’illecita miscelazione di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi con normali rifiuti urbani, creando un potenziale rischio di contaminazione.
A fronte delle violazioni, i militari hanno proceduto al: sequestro dell’intero complesso aziendale (circa 600 mq tra officina e aree esterne); sequestro di attrezzature e veicoli presenti nella struttura; sospensione immediata dell’attività in attesa delle decisioni del magistrato.
Parallelamente ai rilievi ambientali, gli ispettori del NIL hanno passato al setaccio la posizione lavorativa del personale e l’idoneità dei locali, riscontrando uno scenario di diffusa irregolarità. Al legale rappresentante sono state contestate: la mancata formazione dei dipendenti; l’omessa nomina del medico competente e l’assenza di sorveglianza sanitaria; l’uso di locali seminterrati vietati per l’attività lavorativa; la mancanza della valutazione dei rischi antincendio.
Oltre al deferimento penale per i reati ambientali, sono stati adottati provvedimenti amministrativi che prevedono la sospensione dell’attività imprenditoriale. Il totale delle sanzioni e delle ammende elevate sfiora i 9 mila euro.
L’intervento si inserisce in un più ampio piano di monitoraggio del territorio siciliano volto a contrastare l’illegalità ambientale e a garantire la sicurezza sui luoghi di lavoro.

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