Negli Enti locali “non si può ricorrere all’instaurazione di contratti di collaborazione coordinata e continuativa, né tanto meno a prestazioni in regime libero professionale per l’affidamento dell’incarico di responsabile dell’Ufficio Stampa, che rientra nella tipologia del lavoro subordinato”. E’ quanto specifica l’ANCI, l’Associazione nazionale dei comuni italiani, nel suo ultimo Quaderno operativo “Linee guida per la definizione del bando di concorso di Specialista nei rapporti con i media, giornalista pubblico”, a cura di Stefania Dota, Vice Segretario Generale dell’ANCI, in attuazione del protocollo siglato lo scorso gennaio da FNSI e ANCI per il Settore informazione. Lo scrive in una nota la Segreteria provinciale di Assostampa Trapani. Ancora meno si può affidare nella Pubblica Amministrazione – prosegue Assostampa – tramite contratto di servizi a un operatore economico, trattandosi di un’attività propria e incomprimibile dell’ente, che non può essere delegata in via continuativa a soggetti esterni, ed è consentito attingere a professionalità esterne solo per supportare gli uffici interni, ad esempio per un singolo progetto, ma non per sostituire integralmente la gestione pubblica del servizio. Come ribadito dalla Corte dei Conti “l’ente non può esternalizzare integralmente e permanentemente l’intero servizio di informazione e comunicazione a una società privata, poiché la funzione imposta dalla legge deve rimanere un’attività istituzionale dell’amministrazione” (seconda sezione giurisdizionale centrale della Corte dei conti, sentenza n.285/2019). E una proroga dell’esternalizzazione, secondo la Corte, fa scattare la responsabilità per danno erariale in quanto perpetua “una situazione di illiceità già presente al momento del primo affidamento”. Per i giudici contabili di appello la legge n. 150/2000 impone, infatti, alle Pubbliche Amministrazioni la “internalizzazione” della funzione di informazione e comunicazione da esercitarsi mediante strutture e servizi da individuarsi nell’ambito dell’apparato burocratico e delle dotazioni organiche. Le disposizioni dell’ANCI, contenute nel quaderno operativo, specificano anche le dettagliate modalità per la definizione del bando di selezione di personale giornalistico negli enti locali. Purtroppo nel nostro territorio – aggiunge il sindacato unitario dei giornalisti siciliani – le norme non vengono applicate e si preferisce la deregulation: Assostampa Trapani è ancora in attesa del bando a tempo determinato per l’addetto stampa del Libero consorzio comunale di Trapani, nonostante gli impegni del suo presidente; è ben nota inoltre la paradossale vicenda del Comune di Trapani (unica in Italia) che, dopo aver espletato il concorso, non ha assunto la vincitrice (il cui diritto ad essere immessa in servizio resta valido, nonostante la graduatoria sia scaduta) e affida l’informazione istituzionale direttamente al sindaco o al portavoce, che non svolge il ruolo di comunicatore prettamente politico, ma cura istituzionali i social e svolge attività proprie di un addetto stampa.






