“Abbiamo il dovere. oggi più che mai, di tenere viva la memoria di chi ha dedicato la vita alla lotta alla mafia, rischiando tutto. Perché se la mafia alza così il tiro, se la criminalità sembra sempre di più puntare sulla giovani leve che, troppo facilmente nella nostra città, imbracciano un’arma, la risposta della società civile deve essere ancora più forte e corale”. Ad affermarlo è la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami, annunciando la partecipazione del sindacato alle iniziative organizzate per il 23 maggio dalla Fondazione Falcone, in memoria del giudice, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani, nel giorno del trentaquattresimo anniversario della strage di Capaci. “Il giudice Falcone – continua Badami -, sapeva bene che educare i ragazzi alla cultura della legalità, del rigore morale e del senso dello Stato, è fondamentale per farne dei punti di riferimento nel contrasto alla mafia. Il messaggio deve essere forte e chiaro, non ci fa paura la recrudescenza della violenza e dell’oppressione mafiosa, piuttosto dobbiamo reagire unendo le forze buone di questa città, per contrastare con più rigore questa escalation, perché in gioco c’è il futuro di Palermo. Ribadire un corale No alla mafia – aggiunge Badami – deve essere il primo passo per il percorso di legalità, al quale devono contribuire tutti. Lo Stato deve far sentire di più la sua presenza ribadendo soprattutto ai giovani che la via per il futuro non si trova nei meandri della criminalità organizzata, ma in un percorso virtuoso di crescita di questa terra, basato sui valori della legalità, della solidarietà, della giustizia e dell’inclusione”, conclude Badami.






