sabato 30 Maggio 2026

INTERVISTA- Emergenza carceri in Sicilia: la Polizia Penitenziaria scende in piazza, la Prefettura apre un tavolo di confronto

La situazione negli istituti penitenziari siciliani ha raggiunto una soglia di guardia che ha spinto i sindacati della Polizia Penitenziaria a organizzare un sit-in di protesta a Palermo, culminato in un incontro presso il Palazzo del Governo. I rappresentanti regionali di OSAPP, UIL FP, USPP e FNS CISL hanno esposto al Vicario del Prefetto Mariani una fotografia allarmante dello stato attuale delle carceri, mettendo in luce come la cronica carenza di organico non sia un mero problema sindacale, ma un fattore di vulnerabilità che espone l’intero sistema a rischi per la sicurezza pubblica, facilitando comunicazioni illecite tra i detenuti appartenenti alla criminalità organizzata e vanificando l’impegno investigativo della magistratura.
I dati relativi all’anno 2025 testimoniano condizioni lavorative definite dai sindacati al limite del caporalato, con il personale costretto a sostenere oltre un milione di ore di straordinario e a rinunciare a ben 92 mila giornate di congedo. Tale pressione si traduce quotidianamente in un clima di tensione insostenibile, documentato da 2.362 segnalazioni di violazioni di legge, tra cui minacce, resistenze e oltraggi, oltre a 249 episodi di proteste collettive, come i rifiuti di rientro in cella. A farne le spese sono in prima linea gli agenti, con oltre 150 operatori rimasti feriti a causa di aggressioni fisiche.
Il nodo cruciale della vertenza, su cui si è concentrato il confronto, riguarda la gestione dei detenuti con problematiche psichiatriche. I sindacalisti hanno sottolineato che la maggior parte degli episodi violenti vede protagonisti soggetti con disturbi mentali per i quali non vi è un’adeguata collocazione. La carenza di posti nelle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) e nelle articolazioni per la tutela della salute mentale (ATSM) impedisce infatti una gestione efficace e sicura, disattendendo di fatto lo spirito del protocollo firmato nel 2023 tra il Provveditorato e l’Assessorato Regionale alla Salute.
Al termine dell’incontro, il Vicario del Prefetto ha riconosciuto la fondatezza delle istanze, impegnandosi a notiziare prontamente il Ministero della Giustizia e a promuovere l’apertura di un tavolo tecnico. Questo organismo vedrà la partecipazione congiunta dell’Assessorato regionale alla Salute, del Provveditorato e dei rappresentanti dei lavoratori, con l’obiettivo di individuare finalmente soluzioni strutturali che garantiscano il diritto alla cura per i detenuti fragili e, al contempo, la sicurezza necessaria per il personale della Polizia Penitenziaria. Ne ha dato notizia il sindacalista della UILPA Gioacchino Veneziano.

 

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