sabato 6 Giugno 2026

INTERVISTE- Clero di Sicilia riunito a Gibilmanna: la 34ª Giornata Sacerdotale Mariana nel segno della sinodalità e della pace

Accolti dal vescovo di Cefalù, Mons. Giuseppe Marciante, i vescovi della Sicilia, insieme a una vasta rappresentanza di sacerdoti e diaconi giunti da ogni parte dell’Isola, si sono ritrovati giovedì 4 giugno presso il Santuario di Gibilmanna per celebrare la 34ª Giornata Sacerdotale Mariana della Conferenza Episcopale Siciliana. Questo tradizionale appuntamento di preghiera, formazione e fraternità, vissuto in memoria di Maria Santissima Odigitria, Patrona della Sicilia, ha offerto un momento di profonda riflessione sulla missione pastorale in un tempo segnato da numerose sfide.
La giornata ha avuto inizio con la preghiera presieduta da Mons. Guglielmo Giombanco, vescovo di Patti e Delegato della CESi per il Clero, introducendo l’intervento di Suor Nathalie Becquart, Sottosegretario della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. Invitata dal segretario della Commissione presbiterale regionale, don Paolo Terra, la religiosa ha approfondito il tema “Con Maria operatori di pace”. Nel suo discorso, Suor Becquart ha rimarcato la necessità per i cristiani di proporsi come testimoni credibili in un contesto geopolitico complesso, individuando nella sinodalità, intesa come ascolto reciproco e valorizzazione di ogni persona, lo strumento essenziale per costruire comunione. Secondo la religiosa, ogni autentico cammino di pace parte dalla vita interiore e dalla preghiera, richiedendo il passaggio da logiche di competizione a una cultura della cooperazione e dello scambio dei doni.
Il momento centrale della giornata è stato la celebrazione eucaristica, presieduta da Mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e Presidente della Conferenza Episcopale Siciliana. Nell’omelia, il presule ha richiamato i sacerdoti al valore della comunione ecclesiale come riflesso della Trinità, esortandoli a vivere il proprio ministero lontano dalle logiche del protagonismo, dell’efficienza e della mera produttività. Mons. Raspanti ha sottolineato che ogni fecondità ministeriale nasce dall’adesione alla volontà di Dio e dall’accoglienza della sua grazia, ricordando inoltre l’importanza del silenzio e della preghiera quali spazi vitali per l’incontro con il Signore.
In questa prospettiva, il Presidente della CESi ha interpretato il celibato sacerdotale come segno di una vita interamente donata al servizio dei fratelli. Ha infine incoraggiato la Chiesa siciliana a non lasciarsi guidare esclusivamente dai numeri, quanto piuttosto a confidare nella forza generativa del Vangelo, mostrandosi vicina alle ferite del territorio, dallo spopolamento demografico ai complessi fenomeni migratori, e accogliendo con speranza le aspirazioni del popolo siciliano. Alla solenne cerimonia, oltre al clero isolano, hanno presenziato le autorità civili e militari del territorio di Cefalù, unendo la propria presenza a quella dei pastori in una giornata caratterizzata da un intenso spirito di spiritualità mariana e comunione pastorale.

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