Con un atto formale depositato nelle scorse ore, otto consiglieri comunali di opposizione ad Erice hanno ufficializzato la mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio Comunale, Ruggero Messina. Una mossa che non solo mette in discussione la guida dell’assise cittadina, ma che nei fatti certifica una profonda frattura politica, minando la stabilità della coalizione di governo guidata dalla sindaca Daniela Toscano. A sottoscrivere il documento sono stati i consiglieri Simona Mannina, Vincenzo Maltese, Michele Cavarretta, Assunta Aiello, Sofia Mazzeo, Piero Spina, Vincenzo Favara e Alberto Pollari. Le ragioni della durissima offensiva politica sono espresse chiaramente nella nota congiunta: la gestione di Messina, subentrato dopo la scomparsa di Luigi Nacci, viene definita di parte e segnata da una cronica incompetenza tecnica e regolamentare. I firmatari sottolineano come, sin dall’inizio del mandato, Messina si sia mostrato inadeguato a ricoprire un incarico così delicato. L’accusa principale mossa al Presidente è quella di aver tradito il ruolo di arbitro imparziale, trasformandosi in una mera pedina dell’amministrazione comunale e ignorando sistematicamente i diritti e le prerogative dei consiglieri di minoranza. Gli esponenti dell’opposizione ricostruiscono inoltre mesi di tentativi di mediazione andati a vuoto, lamentando di aver cercato più volte di avviare un dialogo istituzionale, scontrandosi però sempre con la totale sordità politica del Presidente. Da qui la decisione di rompere gli indugi e portare la questione direttamente in aula, con l’auspicio che venga nominata una figura super partes capace di garantire al meglio i lavori e la dignità dell’istituzione consiliare. La mozione, oltre a rappresentare un atto di sfiducia verso Messina, si configura come un vero e proprio guanto di sfida lanciato alla maggioranza, che sostiene la sindaca Toscano. L’opposizione, che si dichiara ormai compatta e consapevole di rappresentare una nuova maggioranza numerica, fa appello al senso di responsabilità dei colleghi, invitandoli a votare per il cambio ai vertici del Consiglio al fine di restituire dignità all’aula.





