sabato 1 Agosto 2026

Promesse da marinaio e tasse in tasca alle famiglie e imprese marsalesi: l’Amministrazione Patti stecca la prima prova di governo

La luna di miele tra la città di Marsala  e la nuova Amministrazione Patti sembra già essere giunta bruscamente al capolinea. Dopo la questione delle “panchine eliminate”, che ha irritato il Partito Democratico , adesso esce la questione della tassa sui rifiuti. A pochi mesi dall’insediamento, la giunta guidata dalla sindaca Andreana Patti si trova al centro di un’altra bufera politica e amministrativa, che smaschera in modo impietoso la distanza tra i proclama della campagna elettorale e la cruda realtà della gestione della cosa pubblica. Il peccato originale della nuova amministrazione risiede nella clamorosa smentita delle promesse sbandierate ai marsalesi in campagna elettorale. Di fronte alla necessità di far quadrare i conti, l’esecutivo Patti  ha scelto la scorciatoia più comoda e iniqua, ossia un aumento generalizzato delle tasse compreso tra il 10% e il 12%, che si traduce in stangate immediate fino a ottanta euro a famiglia. Un retaggio di retorica elettorale basato sullo sgravio fiscale che si è dissolto alla prima prova di governo, confermando una preoccupante carenza di visione politica e una totale assenza di coraggio amministrativo.

Per difendere i rincari, l’amministrazione Patti si è trincerata dietro una serie di comodi alibi strutturali, invocando la cronica carenza e la chiusura degli impianti di smaltimento, oltre all’impatto dei costi di conferimento e all’incidenza dell’IVA. Ma la minoranza consiliare, forte dell’esperienza e dei risultati della precedente giunta Grillo, rispedisce le giustificazioni al mittente,  ricordando che governare significa risolvere i problemi sistemici, non scaricarne il peso finanziario sulle spalle dei contribuenti, delle famiglie e delle imprese marsalesi, incapaci di reggere il peso di un simile salasso.

La critica più severa mossa all’esecutivo Patti  riguarda proprio l’incapacità di esplorare strade alternative rispetto all’aumento indiscriminato dei tributi. La Giunta Patti ha scelto di mettere le mani nelle tasche dei marsalesi ignorando due leve strategiche fondamentali già tracciate dalla precedente amministrazione Grillo. Da un lato la lotta all’evasione mirata e l’allargamento della base imponibile, attraverso interventi sui regolamenti, che avrebbero permesso di far pagare chi per anni è rimasto ai margini oppure  ha goduto di tassazioni sproporzionate, come grandi specchi d’acqua, agriturismi e porticcioli turistici. Dall’altro la rinegoziazione finanziaria, ovvero un’azione di trattativa forte e determinata con i soggetti gestori, a partire dall’impresa Formula Ambiente, che avrebbe consentito di spalmare i costi straordinari su più annualità evitando di concentrare un impatto economico devastante in un unico esercizio finanziario.

L’era Patti si apre, dunque, sotto il segno dell’immobilismo e della scarsa audacia. Sulla complessa gestione dei rifiuti, la Giunta ha scelto la via più sbrigativa e punitiva per la cittadinanza, fallendo clamorosamente su quel terreno della giustizia fiscale e della riduzione della pressione tributaria, che aveva infiammato il dibattito pubblico cittadino in campagna elettorale.

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