Si sono concluse oggi, 13 agosto 2026, le complesse operazioni di soccorso, ricerca dei dispersi e rimozione delle macerie a seguito del drammatico crollo avvenuto lo scorso 30 luglio in località Pistunina, a Messina. A darne notizia è il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, che traccia il bilancio di due settimane d’interventi ininterrotti sul campo.
L’emergenza ha richiesto una imponente mobilitazione di uomini e mezzi, articolata in due fasi operative distinte. Una prima fase, attiva dal 30 luglio al 6 agosto, ha visto l’impiego sul campo di circa 80 unità operative dei Vigili del Fuoco, provenienti dal Comando di Messina, da altri Comandi della Sicilia e dalla Direzione Regionale. Una seconda fase, condotta dal 6 agosto a oggi, ha visto invece operare circa 40 unità, integrate anche da personale extraprovinciale per garantire il presidio costante del sito.
Fin dalle prime ore dell’evento, sul posto è stato istituito un Posto di Comando Avanzato per coordinare la gestione delle risorse. L’intervento ha visto la collaborazione sinergica di numerosi nuclei specialistici, tra cui i team USAR specializzati nella ricerca sotto le macerie, le unità cinofile, i droni SAPR per il monitoraggio aereo, i reparti SAF per i lavori in quota, le unità NBCR, gli autisti con i mezzi di movimento terra e il personale MSL per il supporto logistico.
Dal punto di vista logistico e ambientale, le operazioni hanno richiesto la movimentazione di un ingente quantitativo di materiale. Stando a una prima stima ufficiale, sono stati trasferiti da Pistunina ai siti di stoccaggio temporanei, individuati dalle Ordinanze Sindacali numeri 134/2026 e 143/2026, ben 4.000 metri cubi di macerie. Tale volume comprende materiale edile di varia natura, oltre a masserizie e suppellettili appartenenti sia all’attività commerciale coinvolta che alle abitazioni soprastanti.
L’area è stata interamente bonificata attraverso la rimozione totale dei detriti prodotti dal crollo e messa in sicurezza mediante l’eliminazione delle parti strutturali maggiormente pericolanti. Attualmente, il sito rimane sotto sequestro per preservare lo stato dei luoghi e consentire lo svolgimento delle successive attività d’indagine coordinate dall’Autorità Giudiziaria.





