lunedì 24 Agosto 2026

INTERVISTA- “Polizia penitenziaria allo stremo”: l’allarme del sindacalista Veneziano per le carceri siciliane, tra rivolte e caldo record

La situazione delle carceri in Sicilia ha raggiunto livelli di insostenibilità drammatica, stretta tra un sovraffollamento cronico, ondate di calore estremo e una gravissima carenza di personale e presidi sanitari. A tracciare un quadro allarmante, culminato nei disordini e nello sciopero della fame, che stanno interessando diversi istituti dell’Isola, è Gioacchino Veneziano, segretario generale della UILPA Polizia Penitenziaria Sicilia.
La denuncia dei garanti dei detenuti di Messina, Palermo e Siracusa ha acceso i riflettori su episodi limite, che mettono a dura prova la tenuta del sistema carcerario. Tra questi spicca il caso della casa circondariale di Gazzi a Messina, dove da Ferragosto un bambino di soli diciotto mesi è recluso in cella insieme alla madre. Una condizione inaccettabile che si somma alla gestione di detenuti con gravi fragilità psichiatriche.
In questo scenario esplosivo, aggravato dal caldo torrido, che rende impossibili i passeggi e fa impennare i livelli di stress, le carceri di Piazza Lanza a Catania, Gazzi a Messina e il circuito di Alta Sicurezza di Cavadonna a Siracusa sono teatro di proteste e scioperi della fame.
Al centro di questa morsa vi sono gli agenti della Polizia Penitenziaria, la cui quotidianità operativa è definita da Veneziano come ormai al limite della gestione. Gli operatori si ritrovano a fronteggiare emergenze sanitarie, tensioni generalizzate e carichi di lavoro insostenibili, operando in prima linea in strutture prive delle tutele minime di sicurezza e umanità.

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