La stagione rovente degli incendi che ha devastato boschi, aree naturali e terreni agricoli in tutta la Sicilia, dalle Madonie al Siracusano, dal Trapanese all’Agrigentino, fino al Catanese e al Messinese, impone un cambio di rotta radicale. Di fronte a questo scenario, Italia Nostra Sicilia ha inviato un documento formale di cinque pagine al presidente della Regione Siciliana, agli assessorati competenti, alla Protezione Civile, ad Anas e al CAS per chiedere di archiviare definitivamente la politica dell’emergenza e puntare su una strategia di prevenzione territoriale permanente.
Il documento, firmato dalla presidente regionale Nella Tranchina, dal consigliere e presidente della sezione di Trapani Antonio Pellegrino e dalla consigliera della sezione di Palermo Ernesta Murabito, fotografa un fenomeno ricorrente e ampiamente prevedibile, aggravato dai cambiamenti climatici e dall’azione dolosa di criminali troppo spesso non identificati. Pur riconoscendo l’enorme e fondamentale sforzo compiuto da Vigili del Fuoco, Corpo Forestale, Protezione Civile e volontari durante le operazioni di spegnimento, l’Associazione sottolinea che la tutela del territorio deve iniziare molto prima dell’innesco delle fiamme attraverso presidio, manutenzione e pianificazione.
La proposta avanzata alla Regione si sviluppa lungo dodici direttrici strategiche integrate, che spaziano dall’innovazione tecnologica alla governance istituzionale. Si richiede l’implementazione di un sistema regionale di monitoraggio avanzato basato su satelliti, droni, sensori e telerilevamento per garantire la rilevazione precoce dei focolai e ridurre drasticamente i tempi d’intervento. A questo si affianca la necessità di rafforzare il Corpo Forestale Regionale mediante nuove assunzioni, organici adeguati, distaccamenti potenziati, dotazioni efficienti e il pieno impiego del personale nei periodi di maggiore rischio.
Un pilastro fondamentale della proposta riguarda la cura attiva del territorio, che prevede la manutenzione costante della viabilità forestale e delle fasce tagliafuoco, il controllo rigoroso degli accessi alle aree protette e la verifica degli obblighi di prevenzione a carico dei proprietari e gestori di terreni privati. Parallelamente, l’Associazione chiede di potenziare le attività investigative per contrastare gli incendi dolosi, assicurando un coordinamento stabile tra Regione, Forze dell’Ordine, Carabinieri ambientali, enti locali e gestori delle aree protette.
La gestione post-incendio rappresenta un altro snodo cruciale del piano, che richiede la mappatura immediata delle aree percorse dal fuoco, il loro inserimento nel catasto dedicato e un monitoraggio pluriennale finalizzato a prevenire l’erosione, il dissesto idrogeologico e la perdita di biodiversità. Il percorso delineato da Italia Nostra si completa infine con la previsione di campagne di informazione e formazione permanente della popolazione e con lo stanziamento di risorse finanziarie pluriennali attinte a livello regionale, nazionale ed europeo.
Le competenze e le tecnologie necessarie esistono già. Ciò che serve, conclude l’Associazione, è la volontà politica di trasformare la salvaguardia del patrimonio naturale in una priorità strutturale, evitando che la Sicilia continui a subire passivamente la distruzione di boschi che per formarsi hanno impiegato decenni, se non secoli.
Basta logica dell’emergenza: Italia Nostra Sicilia chiede una svolta strutturale nella prevenzione antincendio
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