Momenti di altissima tensione alla casa circondata “Pietro Cerulli” di Trapani, dove un gravissimo evento critico ha messo a repentaglio l’incolumità del personale, sfiorando la tragedia per un agente di polizia penitenziaria. Un ispettore è stato investito alla testa da un getto d’olio bollente gettato volontariamente dall’alto mentre transitava al piano inferiore nel reparto Mediterraneo. L’episodio ha spinto la UIL FP Polizia Penitenziaria a proclamare formalmente lo stato di agitazione su scala regionale.
«In un paese normale – dichiara Gioacchino Veneziano dell’Esecutivo Nazionale UIL FP Polizia Penitenziaria – davanti allo sfascio a cui giornalmente si assiste nelle carceri italiane chi ha la responsabilità politica dovrebbe avere il coraggio di dimettersi, ovvero aprire con urgenza un tavolo di confronto permanente per trovare soluzioni immediate». Secondo il sindacato, quanto accaduto a Trapani fotografa la drammatica quotidianità vissuta dagli operatori, costretti a operare in un contesto in cui il senso di impunità tra i detenuti appare evidente.
Alla base della protesta vi sono criticità strutturali e organizzative denunciate da tempo. Tra queste spicca il nodo della dotazione organica definita “dopata”: l’inaugurazione del nuovo padiglione detentivo da 250 posti non è stata accompagnata da alcun incremento del personale di polizia. Anzi, la situazione è aggravata dalla sottrazione di 25 unità impiegate in servizi di scorta ad autorità ma conteggiate formalmente nella forza operativa, generando un deficit di organico rispetto alle reali necessità d’istituto.
Ulteriori criticità riguardano le condizioni logistiche e di sicurezza del reparto Mediterraneo. La UIL ha evidenziato come la struttura necessiti di una ristrutturazione totale per adeguarla alle normative sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. A ciò si aggiunge l’assenza cronica di un reparto di isolamento, una carenza che impedisce di separare i detenuti sottoposti al regime del 14/bis da quelli comuni, rendendo di fatto impossibile persino l’esecuzione delle sanzioni disciplinari.
INTERVISTA-Stato di agitazione nelle carceri siciliane: sfiorata la tragedia a Trapani, la UIL denuncia il collasso del sistema
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