martedì 8 Settembre 2026

TARI a Marsala, scatta l’allarme dei consiglieri del Movimento Liberi: “Gli avvisi attuali sono solo un acconto, il costo vero arriverà col saldo”

Arrivano in questi giorni nelle case dei marsalesi gli avvisi di pagamento della TARI, ma i consiglieri comunali del Movimento Liberi, Gian Paolo Abrignani, Flavia Sammartano e Massimo Grillo, mettono in guardia la cittadinanza: non si tratta del conto definitivo per il 2026.
Al termine di un approfondimento sul Piano Economico Finanziario (PEF) del servizio rifiuti e della discussione svoltasi lo scorso 7 settembre in Ottava Commissione consiliare, i rappresentanti del movimento hanno evidenziato come le bollette recapitate in questi giorni rappresentino soltanto un acconto pari al 70%, calcolato sulle tariffe in vigore al 31 dicembre 2025. Il saldo effettivo, comprensivo di conguaglio, verrà determinato in un secondo momento sulla base delle nuove tariffe TARI 2026.
Secondo i consiglieri, l’informazione riportata negli avvisi inviati dal Comune avrebbe dovuto essere marcata con ben altra trasparenza. Un importo iniziale apparentemente più basso rischia infatti di ingannare i contribuenti, facendo credere a una diminuzione della tassa, mentre il reale impatto economico delle tariffe 2026 emergerà esclusivamente al momento del conguaglio, pesando pesantemente sui bilanci di famiglie e attività economiche.
Dall’analisi dei dati forniti dagli uffici emerge che i costi consolidati del servizio rifiuti nel 2024 si attestavano a circa 17,377 milioni di euro, a fronte di una previsione per il 2026 di circa 17,009 milioni, registrando una differenza di circa 368 mila euro in meno. Nel corso delle verifiche è emersa inoltre la possibilità di ulteriori economie e razionalizzazioni. Era stata prospettata una rimodulazione del servizio per calmierare ulteriormente i costi, ma la SRR avrebbe evidenziato l’assenza dei tempi tecnici necessari per intervenire. Per i consiglieri non sarà più possibile recuperare il tempo perduto per il 2026, ma occorre muoversi fin da ora per pianificare economie mirate in vista del 2027.
Nel dibattito consiliare è stato sollevato un ulteriore tema giuridico, introdotto dai consiglieri Linda Licari e Carini riguardo alla sentenza del Consiglio di Stato n. 9676/2025, un pronunciamento che non risulta essere stato oggetto di specifico approfondimento prima dell’ok al PEF e su cui vengono chieste verifiche urgenti.
Pur consapevoli che il PEF 2026 è ormai blindato e non può essere riaperto per la sola mancata emissione del saldo, i consiglieri chiedono di esplorare ogni margine normativo per contenere i costi, evitando sterili polemiche tra passata e attuale Amministrazione e concentrandosi unicamente sulle azioni concrete da intraprendere oggi e domani.

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