Erice Outdoor e Biodiversità: oltre mille presenze e nuove prospettive per il turismo sostenibile

Si è conclusa con oltre mille presenze nei tre giorni di apertura al pubblico la prima edizione di “Erice Outdoor e Biodiversità”, svoltasi dal 2 al 4 ottobre 2026 per celebrare i dieci anni del CAI Erice e Agroericino. Promossa dal CAI Erice e Agroericino APS-ETS e da Oikos Med ETS, con il patrocinio del Comune di Erice e dell’Assessorato del Territorio e dell’Ambiente della Regione Siciliana, la manifestazione ha coinvolto studenti, famiglie, residenti e turisti con il messaggio “Esperienze da vivere, natura da custodire”. A Palazzo Sales la mostra immersiva curata dall’Osservatorio Regionale della Biodiversità Siciliana e dal Servizio 3 Aree Naturali Protette della Regione, inaugurata dall’assessora regionale Giusi Savarino, ha accompagnato centinaia di visitatori alla scoperta degli ecosistemi dell’Isola. Nella stessa sede i laboratori del CEA Lilibeo di Marsala hanno avvicinato bambini e ragazzi all’educazione ambientale, alla biologia terrestre e marina e al riciclo. In Piazza A. Zichichi la parete allestita con Dolmen Climb Trapani ha fatto provare l’arrampicata sportiva a principianti di ogni età: due iniziative gratuite che hanno animato il centro storico. La partecipazione ha offerto un’occasione di promozione anche per il sistema turistico locale, mettendo in relazione le attività nel borgo con le esperienze escursionistiche del territorio. Il cammino di tre giorni lungo quattro tappe del Sentiero Italia CAI (V01–V04), da Trapani a Scopello passando per Erice, la Grotta Mangiapane di Custonaci, Macari e la Riserva dello Zingaro, ha valorizzato una proposta capace di collegare più destinazioni e favorire soggiorni dedicati al turismo outdoor. Promosso e assistito dagli accompagnatori volontari del CAI Sicilia e del CAI Erice, con la possibilità di aderire anche a singole giornate, l’itinerario ha dato una dimensione nazionale al lavoro della Sezione ericina sulla rete sentieristica locale, su un tratto tra i più suggestivi e meglio tenuti del Sud Italia. Un risultato significativo è stato il coinvolgimento di Mandalatour, tour operator specializzato nel turismo attivo, che il presidente del CAI Erice Vincenzo Fazio ha voluto affiancare ai soci lungo il percorso. Nel report conclusivo, l’operatore ha evidenziato il forte potenziale dei Monti di Trapani come destinazione trekking, con l’obiettivo di portarvi turisti stranieri attraverso la propria rete di contatti. Una prospettiva di sviluppo per strutture ricettive, ristorazione e servizi di accompagnamento, sostenuta anche dal portale del Distretto Turistico Sicilia Occidentale, che promuove e commercializza online le esperienze outdoor delle guide ambientali escursionistiche. Tra gli esiti concreti dell’evento, la consegna di due Joelette per l’escursionismo inclusivo: una affidata dalla sindaca di Erice Daniela Toscano al presidente Fazio durante l’inaugurazione di venerdì 2 ottobre a Palazzo Sales, alla presenza del deputato regionale Giuseppe Bica; l’altra dall’assessora Savarino al WWF Sicilia, rappresentato da Silvana Piacentino, per le attività nella Riserva naturale orientata Saline di Trapani e Paceco. Le carrozzine da fuoristrada monoruota consentono alle persone con mobilità ridotta di percorrere sentieri idonei con il sostegno di accompagnatori formati: quella del CAI Erice rafforzerà la Montagnaterapia, avviata nel 2021 con il progetto “Sentieri di Salute – West Sicily”. «La montagna deve essere un luogo aperto, accogliente e accessibile, una clinica a cielo aperto», ha dichiarato Fazio. Il convegno “Turismo Outdoor e Biodiversità – Erice, 10 anni di montagna con il CAI”, moderato dallo stesso Fazio e da Daniela Scarsi, ha riunito Comune, Regione, Oikos, Università, Fondazione Majorana e CAI. Dopo il videosaluto del presidente generale del CAI Antonio Montani, la sindaca Toscano ha parlato di rete sentieristica, prevenzione degli incendi e turismo lento; Francesco Picciotto, dirigente generale del Dipartimento regionale per le aree protette, degli strumenti di tutela per siti Natura 2000, parchi e riserve; Paola Mariani, direttrice dell’Istituto Oikos, dei progetti di cooperazione con CAI e Comuni e dello sviluppo dell’Hub Oikos Med in Sicilia. Alessandra Gagliardi, wildlife manager dell’Istituto, ha approfondito la biodiversità della montagna di Erice, mentre Rosario Schicchi, ordinario di Botanica sistematica all’Università di Palermo e direttore dell’Orto botanico, ha illustrato il legame tra conservazione e fruizione sostenibile. A Schicchi la Sezione ha conferito la qualifica di socio benemerito per il valore della sua attività scientifica e culturale e per la dedizione alla tutela dell’ambiente montano. La seconda sessione ha ripercorso la storia del CAI nel Trapanese: Leonardo Rodolico ne ha ricostruito le radici tra il 1899 e il 1953 con le immagini d’archivio dello storico scomparso Tonino Perrera. Fazio ha poi fatto il punto su attività, risultati e obiettivi della Sezione, insieme ai soci impegnati in escursionismo, Montagnaterapia e CAI Scuola. Mario Vaccarella, del Comitato direttivo centrale CAI e del Team Sentiero Italia CAI, ha presentato il grande cammino nazionale come infrastruttura culturale ed escursionistica al servizio di una crescita sostenibile delle comunità che attraversa. Giuseppe Riggio, presidente del CAI Gruppo Regionale Sicilia, si è congratulato per il traguardo raggiunto e ha indicato le possibili sinergie tra le realtà del CAI nell’Isola. La collaborazione tra istituzioni, ricerca e associazionismo costituisce una base per dare continuità alla valorizzazione del territorio, coniugando conservazione ambientale e opportunità per l’economia locale. Con circa 220 soci, la Sezione CAI ha realizzato un programma articolato grazie al grande lavoro dei volontari, che durante l’anno preparano le escursioni, curano i sentieri, accolgono il pubblico nella baita punto tappa del Sentiero Italia, portano la cultura della montagna nelle scuole, si formano nei corsi del sodalizio e seguono progetti di inclusione e di antincendio boschivo. Al loro fianco una rete qualificata di partner, che ha visto impegnati anche l’Istituto Superiore Vincenzo Florio e Legambiente. L’interesse degli operatori turistici e i progetti avviati indicano le direzioni per il prossimo decennio: ampliare l’accesso alla natura, investire nell’educazione all’aperto, far conoscere i cammini dei comuni dell’Agro Ericino e continuare a custodire la montagna di Erice insieme alla sua comunità.

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