Il Consiglio comunale di Trapani ha bocciato il Piano Economico Finanziario (PEF) dei rifiuti e le relative tariffe TARI, aprendo una profonda crisi politica all’interno dell’amministrazione guidata dal sindaco Giacomo Tranchida. L’aula di Palazzo Cavarretta ha respinto l’atto con 12 voti contrari e 9 favorevoli, certificando lo slittamento della maggioranza in una posizione di minoranza numerica.La bocciatura del documento ha l’effetto immediato di bloccare l’aumento della TARI che era stato previsto dalla delibera per coprire i costi di gestione del servizio. Se da un lato i cittadini non vedranno lievitare la tassa sul breve periodo, dall’altro l’esito del voto apre un’incognita sulla stabilità finanziaria del Comune, che dovrà ora trovare coperture alternative.Il sindaco Tranchida ha espresso forte preoccupazione per le ripercussioni del voto, lanciando l’allarme sul rischio che la città diventi meno pulita e sottolineando le gravi ripercussioni sul bilancio comunale. Oltre alla tenuta dei conti pubblici, la mancata approvazione del PEF mette a rischio la stabilità occupazionale di 15 lavoratori della società Formula Ambiente, impiegati nei servizi di igiene ambientale del territorio.La palla passa ora nuovamente all’amministrazione, chiamata a trovare una mediazione politica per evitare il blocco operativo e finanziario dei servizi di raccolta.
INTERVISTE- Trapani, il Consiglio comunale boccia il PEF sui rifiuti: maggioranza battuta e TARI congelata
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