Di fronte a una tragedia improvvisa che lascia sgomenta un’intera comunità, le parole rischiano spesso di apparire insufficienti. È da questa profonda consapevolezza che muove il messaggio accorato di monsignor Angelo Giurdanella, Vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, pronunciato a Marsala durante i funerali di Antonino Fortunato, il 70enne marsalese tragicamente scomparso a causa delle gravi ferite riportate durante la furia del tornado che ha investito i territori di Marsala e Petrosino.
Davanti al doloroso mistero della scomparsa di Antonio, monsignor Giurdanella ha ricordato come il primo atteggiamento fondamentale debba essere il rispetto del silenzio: un silenzio che non è assenza o indifferenza, ma partecipe raccolta attorno alla famiglia e agli amici smarriti. La fede interviene proprio per offrire una luce capace di orientare il cammino anche nelle ore più buie, rassicurando che la morte non ha l’ultima parola e che la speranza può dissipare anche le tenebre più fitte.
Rivolgendosi a tutti i presenti, alle autorità civili e militari e all’intera cittadinanza, monsignor Giurdanella ha lanciato un forte invito a trasformare la sofferenza in un impegno concreto di vicinanza e solidarietà. Solo l’amore sincero e la carità possono infatti disarmare il risentimento, la rabbia e la paura. Per questa ragione non basta semplicemente evitare di fare il male, ma occorre adoperarsi attivamente per il bene comune, custodendo la sacralità della vita. Un’attenzione e una preghiera particolari sono state dedicate ai più piccoli, affinché i bambini e i ragazzi colpiti da questo dramma possano trovare negli adulti guide salde e affettuose.
INTERVISTA- Funerali di Nino Fortunato. L’abbraccio della speranza nel dolore: il messaggio del Vescovo Angelo Giurdanella
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