Entrerà in vigore da domani 26 ottobre la preannunciata riorganizzazione del calendario della raccolta differenziata a Marsala, misura decisa dall’amministrazione Patti con una drastica riduzione dei passaggi “porta a porta” per le utenze domestiche, portando organico da tre a due ritiri settimanali e la plastica a un unico ritiro alla settimana. Secondo le intenzioni della Giunta, questa contrazione dei servizi domiciliari consentirà di svincolare il personale della ditta Formula Ambiente per impiegarlo in interventi di scerbatura e nella bonifica delle micro-discariche abusive, che continuano a soffocare diverse zone della città. Tuttavia, la scelta sta sollevando forti perplessità e un diffuso malcontento tra la cittadinanza marsalese.
A testimoniare la gravità della situazione del decoro urbano sono le immagini scattate proprio questa mattina nella piazza antistante il cimitero comunale di Marsala. Alla base di un imponente albero si è formata l’ennesima discarica abusiva a cielo aperto, posizionata a ridosso di un cassonetto nero per la raccolta dell’umido. L’accumulo evidenzia un totale disprezzo per le regole di smaltimento: sul terreno, tra le foglie secche, figurano ammassati grandi scatoloni di cartone, valigie nere, un sedile di un’automobile di colore blu, vestiti sparsi, libri e persino un contenitore decorato a tema supereroi. Un quadro di forte degrado nello piazzale d’ingresso a un luogo sensibile e frequentato dalla comunità, che fa da sfondo al dibattito sui servizi di pulizia cittadini.

L’emergenza legato al decoro urbano non riguarda tuttavia solo le aree periferiche o i punti sensibili, ma investe direttamente anche il cuore della città. Il centro storico di Marsala si trova infatti al centro di una evidente criticità legata alla gestione della pulizia e del decoro pubblico. Le immagini raccolte ieri sera documentano una situazione di degrado lungo la centralissima via XI Maggio, il noto “salotto buono” della città: un cestino portarifiuti a muro, completamente saturo e sovraccarico di spazzatura, bicchieri e bottiglie di plastica, lattine e sacchetti ammassati ben oltre il limite della sua capienza. L’impossibilità di conferire ulteriori rifiuti nel cestino ha provocato l’abbandono di immondizia direttamente sulla pavimentazione: attorno alla base del supporto e sul basolato della via si trovano infatti una lattina schiacciata, sacchetti aperti e vari bicchieri sparsi. Il contesto è completato da elementi di incuria diffusa, come scritte e graffiti sui muri storici circostanti. Tale situazione evidenzia la necessità di una riflessione istituzionale e operativa sull’efficacia della manutenzione, sulla frequenza degli svuotamenti e sulla adeguatezza delle dotazioni di arredo urbano in una delle aree a maggiore vocazione commerciale e turistica del territorio.
Il punto centrale delle polemiche riguarda il netto contrasto tra l’aumento dei costi e la diminuzione delle prestazioni. La riduzione dei ritiri arriva infatti a ridosso dell’aumento della TARI già deliberato per le famiglie marsalesi. Il paradosso appare evidente per l’utente virtuoso che, a fronte di un esborso economico maggiore, si ritrova con una contrazione diretta dei servizi a domicilio pur avendo sempre rispettato regole e scadenze tributarie.
Oltre all’aspetto economico, la riduzione dei passaggi comporta sensibili criticità di natura igienico-sanitaria e logistica. Trattenere i rifiuti umidi per più giorni rischia di generare cattivi odori e attrarre insetti, creando disagi marcati per i complessi condominiali e le famiglie con anziani o bambini . Allo stesso modo, la diminuzione del ritiro della plastica, materiale voluminoso per eccellenza, costringerà i cittadini ad accumulare ingenti quantitativi di imballaggi in casa o sui balconi, con il rischio di saturare rapidamente i contenitori dedicati.
L’obiettivo di liberare risorse per contrastare l’abbandono selvaggio rischia così di produrre l’effetto opposto. Chi incontrerà difficoltà nel gestire l’accumulo forzato di spazzatura tra le mura domestiche potrebbe essere spinto a liberarsene impropriamente, alimentando proprio quel fenomeno di inciviltà che si vorrebbe debellare, ossia le micro-discariche. Molti cittadini sottolineano infine come la manutenzione del verde pubblico e la pulizia delle strade dovrebbero essere garantite tramite una programmazione ordinaria delle risorse, senza penalizzare la raccolta “porta a porta” e senza scaricare sull’intera collettività il costo dei comportamenti incivili di pochi.





