Trasformare il movimento delle onde in una risorsa concreta e sostenibile per la marineria locale è l’obiettivo di «Un mare di energia», la sperimentazione che porta il porto di Castellammare del Golfo al centro del dibattito scientifico internazionale sulle energie marine. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il GAL Pesca “Golfi di Castellammare e Carini” e il Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi di Palermo, sostenuta dai fondi europei FEAMPA 2021–2027 nell’ambito dei programmi della Regione Siciliana per il settore idrico e alieutico. L’intervento prevede la costruzione di un dimostratore tecnologico per testare sul campo un sistema ad alta efficienza. Nel dettaglio, il movimento di una boa marina viene impiegato per pressurizzare l’acqua di mare e spingerla sulla terraferma. Qui, un impianto ad osmosi inversa la converte in acqua dolce destinata a usi tecnici e di servizio per la pesca, mentre una turbina sfrutta la pressione residua per produrre energia elettrica. L’impostazione scientifica iniziale dell’iniziativa ha visto il contributo centrale del professor Vincenzo Franzitta, mentre la guida operativa della sperimentazione e il successivo monitoraggio delle prestazioni sono oggi affidati al responsabile scientifico Domenico Curto. Il modello sviluppato a Castellammare ha già conquistato un’importante visibilità globale, grazie alla presentazione dei risultati di studio all’interno delle prestigiose conferenze internazionali OCEANS 2025 e OCEANS 2026. I dettagli del progetto e lo stato di avanzamento dei lavori sono stati illustrati durante la seconda edizione del seminario “Un mare di Energia”, promosso all’interno del Salone Nautico Seacily e moderato dal docente e coordinatore Enzo Giuseppe Munna. L’incontro ha visto la partecipazione dei vertici del GAL Pesca, guidato dal presidente Pietro Puccio e dal direttore Andrea Ferrarella, del sindaco di Castellammare del Golfo Giuseppe Fausto, dei rappresentanti del Dipartimento di Ingegneria dell’Ateneo palermitano e dei dirigenti della Lega Navale Italiana, la cui sezione locale si è detta interessata a ospitare l’installazione. Con la conclusione della fase preliminare, l’attenzione si sposta ora sulla raccolta e sull’analisi dei dati reali sul campo, un passaggio fondamentale per confermare le prestazioni della tecnologia e valutare la possibilità di replicare l’impianto in altri ambiti portuali e costieri del Mediterraneo.
«Un mare di energia»: a Castellammare del Golfo le onde producono elettricità e acqua dolce
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