Scontro totale sullo Stadio Provinciale: il Libero Consorzio diffida la F.C. Trapani 1905 e vieta l’uso dell’impianto

Esplode la tensione tra il Libero Consorzio Comunale di Trapani del presidente Salvatore Quinci  e la società F.C. Trapani 1905 S.r.l., presieduta da Valerio Antonini. Attraverso una nota formale firmata dal Responsabile del Settore Affari Legali e Avvocatura, Avv. Giovanni Scaminaci, l’Ente proprietario dello Stadio Provinciale ha contestato ufficialmente la prosecuzione della gestione della struttura, vietando in modo perentorio lo svolgimento di qualsiasi manifestazione e negando l’autorizzazione per la gara di Serie D contro l’Athletic Club Palermo, in calendario per il prossimo 15 novembre.
L’intervento del Libero Consorzio nasce come risposta diretta alla comunicazione inviata dalla società sportiva lo scorso 31 ottobre, nella quale il club sosteneva la validità della concessione fino al 26 febbraio 2027. Ricostruzione che il Libero Consorzio ha respinto integralmente, precisando che il rapporto d’uso si è ufficialmente concluso il 27 febbraio 2026. L’accordo iniziale prevedeva infatti una durata annuale con la sola eventualità di un rinnovo, che tuttavia non è mai stato formalizzato da alcun atto ammnistrativo. A questo proposito, l’Ente ha evidenziato che la permanenza di fatto della squadra nell’impianto non integra alcun rinnovo tacito, così come la recente sentenza del Tribunale di Trapani del 30 ottobre 2026 si è limitata a dichiarare il difetto di giurisdizione del Giudice ordinario in favore del TAR di Palermo, senza riconfermare alcun titolo di possesso in capo alla società.
Preso atto dell’assenza di un titolo legittimo, il Libero Consorzio ha posto un fermo diniego all’apertura dei cancelli. La F.C. Trapani 1905 non dispone di alcuna autorizzazione per accogliere spettatori, vendere biglietti, predisporre servizi di ordine o sicurezza, né per eseguire lavori o assumere impegni con Enti e Autorità a nome dell’Ente proprietario.
Il documento si chiude con una formale intimazione a cessare immediatamente ogni attività e con l’invito a contattare gli uffici provinciali entro cinque giorni per concordare il sopralluogo e la restituzione delle chiavi e degli accessi. Qualsiasi ulteriore permanenza verrà perseguita come occupazione contro la volontà del proprietario, con il contestuale avvio di tutte le azioni amministrative, civili e penali del caso, estese anche alle verifiche sulla regolarità dei canoni. La nota è stata contestualmente inviata a Prefettura, Questura, Comune di Erice, Procura della Repubblica e agli organi della FIGC per i provvedimenti di rispettiva competenza.

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