Eleonora Iannelli racconta la ‘Messina ritrovata’

10 Agosto 20182min1340

Palermo, 10 ago. (AdnKronos) – Torna in libreria ‘Messina ritrovata’, a otto anni dalla prima edizione. Un libro, scritto dalla giornalista e scrittrice messinese Eleonora Iannelli, pubblicato dalla Libreria Bonanzinga, reduce da tanti progetti nelle scuole e dal consenso dei lettori. Rivisto e aggiornato, rievoca, con leggerezza e ironia, i miti e le leggende dello Stretto e ricostruisce 28 secoli di storia sin dalla fondazione dei Greci. Si sofferma sui monumenti scampati al terremoto del 1908, ma ricorda con nostalgia, grazie pure all’ausilio della cartina Messina com’era, anche quelli persi per sempre.

Il libro è come un viaggio con la macchina del tempo, per ritrovare Messina, a beneficio dell’autrice, come lei stessa spiega nell’introduzione, dei giovani lettori, dei turisti e di quanti vogliano conoscere qualcosa in più sulla propria città per rafforzare radici e identità. Il viaggio virtuale parte dalla falce “eviratrice” di Kronos e procede con l’architetto-cacciatore Orione che progetta Zancle, con il furbastro di Ulisse che sfugge ai gorghi di Scilla e Cariddi, fino alla fata Morgana che incanta i naviganti, mentre il povero Colapesce tiene la Sicilia sulle spalle e i giganti Mata e Grifone vegliano sulla città come numi tutelari.

Si narra di quando Messina contendeva a Palermo il ruolo di capitale del regno, di audaci rivolte e durissime repressioni, di un terremoto catastrofico che fu uno spartiacque per sempre, di una lenta ricostruzione laboriosa e faticosa, che ancora forse non è del tutto finita. C’è la storia “istituzionale” di Messina e della Sicilia, ma c’è spazio anche per le storie minori, i personaggi strani, i retroscena curiosi, le aziende gloriose dismesse, il nuovo Museo regionale. E per una guida alle escursioni nei borghi collinari e in quelli marinari, tra bellezze paesaggistiche e suggestivi riti religiosi. Infine, una finestra sullo Stretto con il pesce spada “innamorato”, i sapori, gli odori, i colori della cucina locale e i segreti della parrata missinisa. Il pesce Buddace, con tanto di bocca aperta, sfida gli epiteti e gli stereotipi spesso abusati. Diventa il simbolo amabile di Messina e anche la mascotte di questo libro, come logo all’inizio di ogni capitolo.

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