Covid, Oricon: a rischio 8 mila lavoratori della ristorazione collettiva

12 Gennaio 20221min151
<div>Un terzo degli occupati nel settore della ristorazione aziendale si trova ancora in cassa integrazione (circa 8.000 addetti). Con volumi e ricavi stabili ai livelli già molto bassi del 2021 non sarebbe un’impresa facile il loro riassorbimento. E' quanto emerge da una recente indagine di Oricon svolta a dicembre 2021. "Dopo il duro contraccolpo subito dalla Ristorazione collettiva durante la prima ondata della pandemia (nel 2020 il comparto ha registrato il 40% in meno di ricavi e volumi), con le scuole in Dad e gli uffici chiusi, nel 2021 il settore aveva iniziato una fase di leggera ripresa dei volumi e aveva ritrovato, seppur tra mille difficoltà, una progettualità. Ora - spiega Carlo Scarsciotti, presidente di Oricon Osservatorio Ristorazione Collettiva e Nutrizione -, con questa nuova ondata pandemica, i piccoli segnali positivi registrati negli ultimi mesi sono svaniti.</div>
Un terzo degli occupati nel settore della ristorazione aziendale si trova ancora in cassa integrazione (circa 8.000 addetti). Con volumi e ricavi stabili ai livelli già molto bassi del 2021 non sarebbe un’impresa facile il loro riassorbimento. E’ quanto emerge da una recente indagine di Oricon svolta a dicembre 2021. “Dopo il duro contraccolpo subito dalla Ristorazione collettiva durante la prima ondata della pandemia (nel 2020 il comparto ha registrato il 40% in meno di ricavi e volumi), con le scuole in Dad e gli uffici chiusi, nel 2021 il settore aveva iniziato una fase di leggera ripresa dei volumi e aveva ritrovato, seppur tra mille difficoltà, una progettualità. Ora – spiega Carlo Scarsciotti, presidente di Oricon Osservatorio Ristorazione Collettiva e Nutrizione -, con questa nuova ondata pandemica, i piccoli segnali positivi registrati negli ultimi mesi sono svaniti.

© Copyright by Eslife Innovation S.r.l.s. All rights reserved. – P.IVA 02667580811 | Testata numero 217/2020 – Registrata presso il Tribunale di Marsala | Direttore responsabile: Cristina Agate