Lo scorso 15 gennaio, con una cerimonia che ha unito istituzioni, memoria storica e visione futura, Gibellina ha dato ufficialmente il via al suo anno da Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 . Gli eventi in programma rappresentano un importante vetrina internazionale non solo per la città del Cretto, ma per l’intera provincia di Trapani, come dimostrato dalla corale partecipazione dei rappresentanti del territorio.
Accanto al sindaco di Gibellina, Salvatore Sutera, hanno preso parte all’inaugurazione numerosi primi cittadini, tra cui i sindaci di Castelvetrano, Alcamo e Custonaci (clicca qui per le interviste), a conferma di un progetto culturale che intende coinvolgere l’intera area trapanese. Presente anche Nicola Catania, nella qualità di presidente dell’Unione Comuni Valle del Belice, a sottolineare il legame indissolubile tra i centri colpiti dal sisma del ’68.Particolarmente significativa è stata la presenza del senatore Vito Bellafiore, figura storica delle battaglie per la ricostruzione della Valle del Belice, recentemente insignito della cittadinanza onoraria da parte del Comune di Santa Margherita Belice (clicca qui per le interviste). Sul fronte politico-istituzionale, ha partecipato, tra gli altri, il deputato regionale On. Stefano Pellegrino (clicca qui per l’intervista), portando il saluto dell’ARS.
La giornata ha vissuto un momento di altissimo profilo culturale presso la Fondazione Orestiadi, dove è stata aperta al pubblico la mostra dal titolo “Colloqui”. L’esposizione vanta opere di artiste straordinarie che hanno segnato la storia dell’arte: Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot e Nanda Vigo. All’evento è intervenuto anche don Liborio Palmeri, direttore del Museo Diocesano di Trapani (clicca qui per l’intervista)



