
PALERMO (ITALPRESS) – Prosegue al Politeama Garibaldi la 66ª Stagione concertistica dell’Orchestra Sinfonica Siciliana con i consueti due concerti settimanali venerdì 23 (ore 20.30) e sabato 24 gennaio (ore 17.30) con un programma di grande densità musicale, affidato alla bacchetta di Giulio Arnofi, al suo debutto sul podio della compagine palermitana. In programma tre pagine tra Ottocento e Novecento firmate da Igor Stravinskij, Felix Mendelssohn-Bartholdy e Paul Hindemith, che rivelano poetiche e contesti storici profondamente diversi, ma accomunati da una forte tensione formale e da un’intensa riflessione sul ruolo della musica nella società.
Il concerto si apre con le Danses concertantes di Stravinskij, composte tra il 1941 e il 1942 negli Stati Uniti, dove il compositore russo si era stabilito allo scoppio della Seconda guerra mondiale. L’opera fu concepita come una sequenza di “danze astratte”, prive di un soggetto narrativo, ma fortemente strutturate sul piano ritmico e formale. Come ricorda Riccardo Viagrande nelle note di sala, le Danses concertantes riflettono pienamente la fase neoclassica di Stravinskij, intrecciando rigore strutturale, chiarezza timbrica e una fitta rete di autocitazioni che rimandano a lavori precedenti come il Concerto in mi bemolle “Dumbarton Oaks”, Jeu de cartes, Histoire du soldat e persino La sagra della primavera. Queste Danze rivelano una vitalità nervosa e una scrittura di straordinaria precisione, che due anni dopo la loro prima esecuzione avrebbero ispirato George Balanchine a trasformarle in balletto.
Segue l’ouverture Meeresstille und glückliche Fahrt op. 27 di Mendelssohn, composta nel 1828 e ispirata a due celebri liriche di Goethe, Calma di mare e Viaggio felice. Divisa in due sezioni contrastanti, l’ouverture traduce in musica dapprima l’immobilità inquietante della bonaccia marina, resa con un Adagio sospeso e misterioso, e successivamente l’energia liberatoria della navigazione finalmente ripresa, introdotta da un guizzo del flauto che simboleggia l’arrivo del vento. Mendelssohn costruisce un racconto sinfonico di grande efficacia pittorica, nel quale è evidente il riferimento a Beethoven e la capacità di fondere suggestione letteraria e forma musicale.
La seconda parte del concerto è interamente dedicata alla Sinfonia in mi bemolle di Hindemith, composta nel 1940 in uno dei momenti più complessi e fecondi della vita del compositore. Scritta poco prima del definitivo trasferimento negli Stati Uniti, dopo anni di persecuzioni e censure da parte del regime nazista che aveva bollato la sua musica come “degenerata”, la Sinfonia nasce come confronto diretto con la forma sinfonica “assoluta”, svincolata da programmi o riferimenti extramusicali. Come sottolinea Viagrande, Hindemith guarda al modello beethoveniano filtrato attraverso Brahms e Bruckner, costruendo un’imponente architettura in quattro movimenti, caratterizzata da una scrittura contrappuntistica serrata, da una forte tensione ritmica e da un uso estremamente consapevole del colore orchestrale.
Sul podio dell’Orchestra Sinfonica Siciliana debutta Giulio Arnofi, direttore formatosi al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano e perfezionatosi con maestri come Daniele Agiman, Maurizio Arena e Günter Neuhold. Arnofi ha costruito negli ultimi anni un percorso artistico di rilievo, collaborando con numerose orchestre sinfoniche italiane ed europee e affiancando all’attività concertistica un’intensa presenza nel teatro d’opera. Assistente di importanti direttori in produzioni alla Scala, al Regio di Torino e al Regio di Parma, ha diretto titoli di Rossini, Mozart e Verdi, oltre a essere protagonista di progetti istituzionali e internazionali, dall’Europa al Medio Oriente e al continente americano. Parallelamente all’attività sul podio, Arnofi è impegnato come operatore culturale e, dal 2025, ricopre il ruolo di Direttore artistico del Bazzini Consort.
-Foto ufficio stampa Orchestra Sinfonica Siciliana-
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