Domani, 23 Gennaio, anche ad Alcamo, sarà celebrato San Sebastiano Martire, il Santo Protettore delle Polizie Locali; con l’occasione sarà presentata alla stampa la Relazione sulle attività di Polizia Locale e Protezione Civile dell’anno 2025, curata dal Comandante Ignazio Bacile. Il programma della giornata prevede alle 9:00, presso l’aula consiliare del Palazzo di Città, la conferenza stampa, alla presenza del Sindaco Domenico Surdi e del Presidente del Consiglio Comunale, Saverio Messana, per illustrare l’organizzazione della Polizia Locale che va dalla tutela della legalità a quella dell’incolumità e della sicurezza urbana al controllo del territorio, insieme all’attività di Protezione Civile. A seguire, alle 11:00, presso la Parrocchia Sant’Oliva, ci sarà la Messa celebrata dal Parroco Don Saverio Renda; saranno presenti: il Corpo di Polizia Municipale e la Protezione Civile, le associazioni di volontariato, le rappresentanze delle Forze dell’Ordine e dei VV.FF e alcune delegazioni rispettivamente della Polizia Locale di Trapani, Camporeale e Balestrate. “Nel 2025 abbiamo lavorato per il potenziamento degli uffici e del personale, rafforzando la dotazione tecnologica, prevedendo nuovi interventi sulla sicurezza stradale oltre alle attività di controllo del territorio e a supporto dei cittadini, con l’obiettivo di rendere più efficace la percezione di sicurezza” – dichiara il sindaco Domenico Surdi. “Un passo decisivo, in tal senso, è stata l’approvazione del Piano di Protezione Civile Comunale, uno strumento all’avanguardia elaborato con la collaborazione di professionisti e studiosi, dopo uno studio del territorio e delle sue peculiarità”. Conclude il Sindaco. La celebrazione di San Sebastiano sarà, come di consueto, un momento di riflessione e riconoscimento per il lavoro svolto quotidianamente dalla Polizia Locale, incentrato sui valori di professionalità, servizio e vicinanza alla comunità.
NOTIZIE STORICHE SU SAN SEBASTIANO
Sebastiano venne educato nella fede cristiana a Milano. Arruolato nell’esercito di Diocleziano intorno al 283, divenne capo della prima coorte della guardia imperiale di Roma. Allo scoppio della persecuzione di Diocleziano, sfruttando la sua posizione a corte, aiutò molti cristiani rinchiusi in carcere, e per questo fu condannato a morte dall’imperatore. Venne sepolto sulla via Appia, nelle catacombe che più tardi prenderanno il suo nome. A queste notizie storiche (Sant’Ambrogio) se ne aggiungono altre (Arnobio il Giovane): la condanna a morte del soldato romano venne eseguita su ordine di Diocleziano da un gruppo di arcieri in campagna: legato a un albero e trafitto da frecce, fu lasciato in pasto agli animali selvatici. La matrona romana Irene, andata a raccoglierne il corpo, trovò Sebastiano ancora vivo e lo curò. Recuperata la salute, andò al palazzo imperiale a rimproverare Diocleziano perché agiva contro i cristiani, stupito nel rivederselo davanti, l’imperatore questa volta lo fece fustigare a morte e gettare nella cloaca della città. Lucina, un’altra matrona, ne recuperò il corpo e gli diede sepoltura cristiana, presso la tomba dei Santi Pietro e Paolo. San Sebastiano è considerato patrono degli arcieri e degli archibugieri, dei tappezzieri, dei fabbricanti di aghi e di quanti abbiano a che fare con oggetti a punta simili alle frecce; ed è invocato nelle epidemie, specie di peste, così diffuse, in Europa in passato.



