martedì 17 Marzo 2026

Una grande folla al duomo di Messina per l’ultimo saluto a Daniela Zinnanti, uccisa a coltellate dall’ex compagno

Una grande folla al duomo di Messina per l’ultimo saluto a Daniela Zinnanti, uccisa a coltellate dall’ex compagno

MESSINA (ITALPRESS) – Una città raccolta nel dolore ha dato l’ultimo saluto a Daniela Zinnanti, la donna di 50 anni uccisa a coltellate dall’ex compagno, a Messina. La cerimonia funebre si è svolta nel Duomo gremito, dove familiari, amici e numerosi cittadini si sono stretti attorno ai parenti della vittima in un clima di profonda commozione. A officiare il rito è stato l’arcivescovo, monsignor Giovanni Accolla.

Presenti anche rappresentanti della comunità evangelica della chiesa cristiana “Efraim” di Minissale, frequentata in passato dalla donna. La vicenda ha suscitato forte indignazione e riacceso il dibattito sulla violenza di genere. Per questa sera è prevista una fiaccolata in memoria della vittima.

Nel corso della celebrazione, alla quale assistevano in prima fila i figli della vittima, Gaetano e Roberta, insieme al neocommissario del Comune di Messina, Piero Mattei, l’arcivescovo Giovanni Accolla ha ribadito con forza la necessità di non lasciare che quanto accaduto scivoli nel silenzio, invitando la comunità a trasformare il dolore in un impegno concreto contro ogni forma di violenza e sopraffazione.

“È sconvolgente pensare che non sia trascorso neppure un anno da un delitto così efferato e che la nostra comunità si trovi già ad affrontare un’altra tragedia altrettanto grave”, ha affermato durante l’omelia riferendosi al femminicidio della studentessa Sara Campanella. “Finché ci sarà anche una sola persona che muore di fame, la nostra Eucaristia sarà incompleta. Ma quando un fratello viene ucciso dalla violenza, perdiamo il senso della nostra umanità: la vita personale, quella collettiva e quella della nostra città diventano il segno di un’esistenza ferita”.

Da qui il forte richiamo “a ritrovare tempi e spazi per ripartire dalla Parola di Dio, che è nutrimento essenziale. Dobbiamo ricominciare, perché siamo uomini di fede e di speranza. Se non riconosciamo Dio come Padre, finiamo per alterare e svilire la dignità dell’uomo. Nessun sacrificio è vano: siamo qui per pregare affinché Daniela sia accolta tra le braccia del Padre e, al tempo stesso, per chiedere al Signore di rinnovare il nostro cuore”.

-Foto xr6/Italpress-
(ITALPRESS).

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