
RAGUSA (ITALPRESS) – Continuano senza sosta gli attacchi agli Atm delle banche. Un assalto organizzato minuziosamente è stato portato a termine durante la notte ad Acate, nel Ragusano, dove sono stati asportati ben due bancomat di Unicredit. Lo rende noto Gabriele Urzì, dirigente nazionale Fabi e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo.
“Ormai è guerra aperta – dichiara – e il terribile episodio di stanotte conferma la incessabile e preoccupante escalation criminale che ormai è una vera emergenza sociale e un concreto pericolo alla sicurezza di cose e persone. Il gruppo di malviventi, sembrerebbe composto da almeno quattro persone, ha utilizzato diversi mezzi, tra cui un furgone. Con tanto di accorgimenti messi in atto per ostacolare l’intervento delle Forze dell’Ordine con la strada bloccata da un grosso camion che purtroppo ha causato anche un incidente che ha coinvolto una pattuglia dei carabinieri che stava intervenendo sulla scena del crimine. Purtroppo, Polizia e Carabinieri fanno miracoli ma è risaputo che gli organici da anni sono insufficienti a garantire un severo controllo del territorio soprattutto di notte e nei comuni minori”.
“Secondo i dati dell’Ossif, il centro di ricerca sulla sicurezza anticrimine di Abi – aggiunge -, nel 2024 gli attacchi agli Atm sono più che raddoppiati rispetto all’anno precedente passando da 147 a 341 e sono aumentati anche gli episodi falliti, pari al 59,5% del totale. La Sicilia occupa l’ottavo posto con undici colpi e con un indice di rischio pari a 1,7 che pone l’Isola al decimo posto. Ma è preoccupante che nel corso del 2025 e nei primi due mesi dell’anno in corso il fenomeno abbia registrato un forte recrudescenza. Ma per avere un’idea piu’ precisa attenderemo i futuri dati Abi”.
“Nel 2024 – prosegue – gli attacchi si sono concentrati prevalentemente nella seconda metà dell’anno (56,6% dei casi) ed in particolare nell’ultimo trimestre (34,9%) in particolare nel mese di dicembre. Gli attacchi sono avvenuti prevalentemente nella notte tra il venerdì e il sabato, (40,8% del totale), ed in particolare nella fascia oraria che va dalle due alle cinque del mattino (82%). Con riferimento alle modalità di attacco nella maggior parte dei casi i malviventi hanno agito tramite l’utilizzo di gas e/o esplosivi (65,4%) con la tecnica prevalente è stata quella dell’esplosivo solido. I rimanenti attacchi sono stati compiuti tramite scasso dell’Atm (22,6% dei casi) o asportazione dell’intera apparecchiatura (12%)”.
“Sono necessarie tecnologie anti-esplosivo e anti-gas – sottolinea Gabriele Urzì -. Si devono implementare i sistemi di neutralizzazione del gas e contenimento delle sovrapressioni, dispositivi anti-esplosioni di nuova generazione e sensori che rilevano variazioni di pressione e temperatura. Inoltre, sono necessari sistemi di macchiatura delle banconote, la riduzione programmata del contante nelle fasce critiche, barriere fisiche e ricollocazione degli Atm più esposti con distanziatori anti-sfondamento, ostacoli fisici che impediscono l’avvicinamento di escavatori o furgoni e ricollocazione degli Atm isolati in aree interne o protette. Infine, sensori predittivi e videosorveglianza intelligente, pattugliamenti mirati nelle fasce orarie critiche, una mappatura regionale dei punti più vulnerabili e un canale diretto banca-centrale operativa. Bisogna agire rapidamente prima che ci scappi il morto”, conclude il dirigente nazionale Fabi e responsabile salute e sicurezza Fabi Palermo.
-Foto ufficio stampa Gabriele Urzì-
(ITALPRESS).







