venerdì 24 Aprile 2026

Mazara del Vallo, finto invalido in carrozzina per evitare il carcere: dopo 12 anni incastrato dalla Polizia di Stato

Si fingeva paralizzato agli arti inferiori, costretto su una sedia a rotelle e bisognoso di assistenza h24 per evitare il carcere e incassare i sussidi dello Stato. Ma era tutta una messa in scena: l’uomo, un mazarese di 49 anni è stato smascherato dagli investigatori del Commissariato di P.S. di Mazara del Vallo, in collaborazione con le Squadre Mobili di Trapani e Palermo.
La vicenda inizia nel 2011, quando l’uomo viene condannato in via definitiva per traffico internazionale di stupefacenti. Con una pena da espiare di oltre 26 anni di reclusione, il mazarese era riuscito a ottenere nel 2012 la detenzione domiciliare, grazie ad una certificazione della Commissione Medica Superiore dell’INPS, che lo aveva dichiarato invalido al 100% per una “grave paraparesi degli arti inferiori”.
Per lo Stato, il 49enne non era in grado di camminare né di compiere gli atti quotidiani della vita, motivo per cui beneficiava anche della pensione di invalidità civile e dell’indennità di accompagnamento.
La messa in scena è crollata grazie ai servizi di osservazione e pedinamento dei poliziotti, che hanno documentato una realtà ben diversa: il “paralitico” non solo era in grado di alzarsi autonomamente, ma percorreva con agilità rampe di scale e, in un’occasione, è stato persino visto mettersi alla guida dell’auto della madre.
Oltre alla simulazione, le indagini hanno accertato 11 evasioni dai domiciliari. L’uomo, senza alcuna autorizzazione, usciva regolarmente di casa per recarsi presso note piazze di spaccio per l’acquisto di droga.
A seguito delle prove raccolte, il Tribunale di Sorveglianza ha revocato i benefici disponendo l’immediato rientro in cella. A quel punto, il 47enne ha tentato l’ultima mossa, ossia la fuga all’estero. Dopo alcuni mesi di latitanza in Spagna, l’uomo ha fatto rientro in Sicilia, pensando forse di aver fatto perdere le proprie tracce.
Ad attenderlo a Palermo, però, c’erano i poliziotti che lo hanno bloccato e condotto in carcere. Oltre alla condanna residua, dovrà ora rispondere di evasione e indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato..
Si chiude così una complessa vicenda di simulazione, che per oltre un decennio ha beffato il sistema sanitario e quello giudiziario.

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