Il rinvio a giudizio dell’assessora regionale Elvira Amata scuote i palazzi della politica siciliana, riaccendendo lo scontro tra maggioranza e opposizione sul tema dell’etica pubblica. A farsi portavoce della linea dura è Cristina Ciminnisi, deputata regionale del Movimento 5 Stelle, che ha dichiarato che la vicenda non possa essere relegata a una mera questione procedurale. Pur ribadendo il rispetto per il principio costituzionale della presunzione di innocenza, la Ciminnisi sposta il baricentro del dibattito sul piano della credibilità istituzionale. Secondo la deputata grillina, chi ricopre ruoli di vertice nella governance regionale non deve solo essere “non colpevole”, ma deve garantire un’autorevolezza tale da non lasciare ombre sull’operato del governo.
INTERVISTA- Caso Amata, la deputata Ciminnisi (M5S) all’attacco: «Il rinvio a giudizio è un fatto politico, Schifani non ignori»
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