Non si placa lo scontro istituzionale e politico al vertice della città di Trapani. Con una nota durissima, l’assessore e deputato regionale della Lega, Mimmo Turano, ha replicato alle recenti esternazioni del sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, delineando il profilo di una parabola politica che, a suo dire, sarebbe ormai prossima alla conclusione.
Secondo Turano, l’atteggiamento del primo cittadino risponderebbe a una strategia precisa e ripetitiva: «Ormai Giacomo Tranchida, per continuare a esistere politicamente, ha bisogno ciclicamente di individuare un nuovo nemico. Stavolta il bersaglio sarebbe Mimmo Turano». Un metodo che però, secondo l’esponente della Lega, avrebbe il fiato corto: «Prima o poi finirà la lista e dovrà fare i conti con la realtà».
L’assessore regionale entra poi nel merito delle dinamiche consiliari, definendo «surreale» la richiesta di dimissioni avanzata nei confronti di Mazzeo. Turano rispedisce al mittente le accuse di manovre di palazzo: «È come se il dissenso politico potesse essere cancellato per decreto. Quando si perde la maggioranza, invece di cercare complotti, bisognerebbe forse interrogarsi sulle proprie responsabilità».
Un passaggio velenoso riguarda il mutato rapporto tra i due, citando esplicitamente i passati attriti tra il sindaco e il patron di Trapani Shark e FC Trapani: «Fa sorridere essere trasformato oggi nel grande regista occulto, quando appena la scorsa estate ero stato cercato proprio per far fronte agli strali di Valerio Antonini nei confronti di Tranchida. Evidentemente la gratitudine, in politica, dura meno di una stagione».
L’affondo finale di Turano tocca la gestione del potere e le ambizioni personali del sindaco Tranchida. L’assessore regionale accusa Tranchida di confondere «il consenso con il possesso personale delle istituzioni», ribadendo che Trapani non appartiene a chi governa alimentando uno «scontro permanente».
Sulle prospettive future, Turano lancia una provocazione definitiva: «Quanto alle dimissioni, temo sia più probabile che arrivino prima le sue: così potrà finalmente sentirsi libero di correre verso nuovi e più alti orizzonti politici, che da tempo sembrano interessare molto più dell’amministrazione quotidiana della città».
«La politica seria non vive di nemici immaginari, ma di rispetto, confronto e responsabilità. Tutto il resto è solo teatro. E a Trapani, francamente, il sipario sta calando».
Turano gela Tranchida: «Crea nemici per sopravvivere, ma il suo teatro è alla fine»
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