
PALERMO (ITALPRESS) – “Una delle cose che mi ha impressionato è che, quando in un’assemblea scolastica dovevo rimproverare i ragazzi, gli insegnanti mi dicevano sempre che quando io parlavo loro si zittivano: è questo che mi ha aiutato in tutti questi anni, tutto quest’amore diffuso. Almeno in questi giorni si deve parlare di lotta alla mafia, pensando non che abbiamo vinto dopo le stragi ma che dobbiamo continuare: noi siamo qua, vogliamo essere qua”. Lo sottolinea Maria Falcone, sorella di Giovanni e presidente della Fondazione Falcone, a margine della commemorazione a Palazzo Jung per il 34esimo anniversario della strage di Capaci.
IL VIDEO
LE PAROLE DI MATTARELLA, MELONI E LA RUSSA
SULLA A29 LA COMMEMORAZIONE CON PIANTEDOSI E NORDIO
Nel ricordo della Strage di Capaci, si è tenuta questa mattina, lungo l’autostrada A29, una cerimonia commemorativa. All’evento hanno partecipato: il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi e il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio che si sono soffermati sul posto per pregare e depositare corone di fiori. Sotto la stele, per Anas, era presente il Dirigente Sergio Cicero. Il luogo dell’attentato, scelto meticolosamente da Cosa nostra trentaquattro anni fa per porre fine alla vita del Giudice Giovanni Falcone, principale bersaglio dell’agguato, è stato lo svincolo di Capaci, lungo l’autostrada “Palermo-Mazara del Vallo”. Nella strage, oltre al Giudice Falcone, persero la vita anche la compagna Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. “Anas – spiega la società in una nota – ha voluto rendere un piccolo omaggio a tutte le vittime, cambiando il colore delle luci notturne dell’impianto di illuminazione del ponte ad arco San Giuliano, sito lungo la nuova strada statale 640, nel territorio di Caltanissetta, che in questo giorno di ricorrenza passa dal classico colore viola al tricolore della bandiera italiana. Un piccolo gesto, affinché il loro sacrificio rimanga scolpito nei cuori di tutti i siciliani, non solo a Palermo, ma anche in altre provincie e su altre strade ed opere d’arte lontane dallo svincolo di Capaci”.
SCHIFANI “MAFIA VA COMBATTUTA, CITTADINI E ISTITUZIONI SIANO UNITI”
“La mafia va combattuta, sempre, mai abbassare la guardia, perché è in continua trasformazione e trova molti modi di penetrazione nella società. Il dovere delle istituzioni, ma anche di tutti i cittadini, è restare uniti. La politica non si può dividere quando si combatte la mafia, le leggi vanno fatte assieme. Nella mia lunga esperienza politica, ho assistito alla gestazione di leggi importantissime, penso alla stabilizzazione del 41 bis e al sequestro per equivalente, che sono state approvate dall’intero Parlamento. Questa è una vittoria dello Stato”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, partecipando oggi a Palazzo Jung, a Palermo, alla manifestazione per il 34° anniversario della Strage di Capaci e ricordando le vittime Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. Il presidente, a margine, ha ricordato che la Sicilia è la prima regione in Italia ad avere approvato lo scorso anno la legge Liberi di scegliere, trasformando l’intuizione coraggiosa del presidente del Tribunale per i minori di Catania Roberto Di Bella in concreto strumento per aiutare giovani e donne ad emanciparsi dai contesti di criminalità organizzata, attraverso percorsi di riscatto finanziati dalla Regione. Nel corso della mattinata, Schifani ha visitato il Museo del Presente della Fondazione Falcone, dove sono in mostra anche le opere degli Uffizi che furono gravemente danneggiate dalla Strage dei Georgofili a Firenze e oggi recuperate. Successivamente, il presidente della Regione ha raggiunto la caserma Lungaro, dove ha deposto una corona sulla lapide dell’ufficio Scorte, in memoria delle vittime della Strage di Capaci. Nel corso della cerimonia, svelato un quadro contenente il brevetto relativo al conferimento, da parte del Presidente della Repubblica, della medaglia d’oro al merito civile alle donne e agli uomini della Polizia impegnati nei servizi Scorta e tutela.
IL VIDEO
INAUGURATO AL PALAZZO JUNG DI PALERMO IL NUOVO PERCORSO ESPOSITIVO
40° anniversario del Maxiprocesso contro Cosa Nostra, è stato inaugurato a Palermo il nuovo progetto espositivo allestito all’interno del “Museo del Presente”, nato dalla collaborazione tra la Fondazione Falcone e le Gallerie degli Uffizi con il sostegno di Confcommercio, da sempre sensibile ai temi della legalità e della memoria. L’iniziativa propone al pubblico le opere gravemente danneggiate nell’attentato mafioso di via dei Georgofili a Firenze del 1993, oggi restituite ai visitatori dopo oltre trent’anni grazie a un lungo e complesso intervento di restauro. Un percorso che unisce memoria, arte e responsabilità civile, trasformando una delle ferite più profonde della storia italiana in un’occasione di riflessione collettiva e di impegno verso il futuro. A rappresentare Confcommercio all’inaugurazione la vice presidente con incarico alla legalità, sicurezza ed etica d’impresa, Patrizia Di Dio, che ha dichiarato: “Essere oggi al ‘Museo del Presente’ significa riaffermare un principio fondamentale: la legalità è anche un fatto culturale, civile e morale e la cultura è uno degli strumenti più forti contro ogni forma di sopraffazione e illegalità. Confcommercio ha aderito convintamente al progetto della Fondazione Falcone che ha scelto di unire memoria, arte e responsabilità collettiva, trasformando opere ferite dalla violenza mafiosa in simboli di rinascita La bellezza delle tele, recuperate dopo lo sfregio dell’attentato di via dei Georgofili, è la risposta al tentativo della mafia di colpire l’identità culturale e democratica del Paese. Confcommercio crede che la lotta alla mafia passi anche attraverso la diffusione di una cultura dell’etica economica e della responsabilità sociale. Le imprese sane sono presidi di libertà, legalità e sviluppo ed è soprattutto alle nuove generazioni che dobbiamo consegnare questo messaggio”.
Il percorso espositivo presenta, per la prima volta insieme, i capolavori di Bartolomeo Manfredi e Gherardo delle Notti, danneggiati nell’attentato di Firenze e oggi nuovamente fruibili dal pubblico. Accanto alle tele storiche trovano spazio le opere contemporanee della collezione “Risarcimento”, con contributi di artisti internazionali come Christo, Robert Rauschenberg, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino ed Emilio Isgrò, che hanno scelto di affidare all’arte un messaggio esplicito contro la mafia e la violenza.
PIANTEDOSI E PISANI RENDONO OMAGGIO ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI CAPACI, IL VIDEO
CERIMONIA ALLA “LUNGARO” IN RICORDO DELLE VITTIME
Nel giorno del trentaquattresimo anniversario della strage di Capaci, la caserma Pietro Lungaro ha visto la presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi che, unitamente al presidente della Regione Renato Schifani, al Capo della Polizia di Stato – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, e al sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, hanno deposto una corona d’alloro in corrispondenza della lapide dedicata a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e alle altre vittime della strage mafiosa.
Durante la cerimonia, inoltre, è stato svelato il Quadro contenente il brevetto del Ministero dell’Interno legato all’onorificenza della Medaglia d’oro al Merito civile conferita dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, impegnati nei servizi di Scorta e Tutela.
L’onorificenza è stata consegnata lo scorso 10 aprile in Piazza del Popolo, nell’ambito delle celebrazioni per il 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato con la seguente motivazione “alle donne e agli uomini della Polizia di Stato impiegati nei servizi di scorta e tutela sul territorio nazionale ed estero, i quali, mediante l’adempimento quotidiano e silenzioso del loro compito, hanno assicurato e garantiscono la tutela delle persone esposte a pericolo, anche a sacrificio della propria incolumità. Nella consapevolezza del rischio, sono stati custodi del valore delle funzioni svolte dalle persone tutelate, sacrificando la propria vita per garantirne l’esercizio libero e democratico. Il loro esempio di abnegazione testimonia l’alto valore del servizio reso per la sicurezza dello stato, meritando la riconoscenza della nazione”.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).



