L’incendio, che oramai da oltre 48 ore sta devastando Montagna Grande, muovendosi tra i territori di Trapani e Salemi, ha già assunto proporzioni drammatiche, mandando in fumo oltre 1000 ettari di demanio forestale e fitta macchia mediterranea. Con il fronte del fuoco, che si sposta repentinamente sotto la spinta delle raffiche di scirocco, minacciando da vicino la zona della Diga Rubino e diverse aziende zootecniche del comprensorio, la situazione sul campo rimane di massima allerta.
Il sindaco di Salemi, Vito Scalisi, sta seguendo l’evoluzione dell’emergenza minuto per minuto in costante raccordo con la Prefettura, la Forestale, i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile. Vista la straordinaria gravità del rogo, il sindaco ha lanciato un appello accorato al Governo regionale, per un intervento di bonifica paesaggistica dell’area distrutta dalle fiamme, in considerazione anche dell’applicazione dell’articolo 10 della Legge nazionale n. 353/2000, che “congela” i territori colpiti dagli incendi per i prossimi 10 anni, neutralizzando sul nascere qualsiasi intervento di edilizia o di infrastrutture. Per tutelare l’ecosistema ferito e permettere alla natura di rigenerarsi, la legge prevede restrizioni severe anche sul fronte finanziario, vietando per cinque anni l’uso di risorse pubbliche per il rimboschimento, al fine di stroncare eventuali business speculativi, con l’unica deroga per i casi di documentato dissesto idrogeologico autorizzati dalle autorità competenti.





