Si sono chiuse con un bilancio straordinariamente positivo le celebrazioni per il quarantesimo anniversario dell’Area Marina Protetta Isola di Ustica. Dal 18 al 21 giugno l’isola ha accolto turisti, scienziati, artisti e le massime istituzioni ambientali e militari, trasformandosi nella capitale della subacquea italiana e offrendo un viaggio profondo nella memoria collettiva che fa da trampolino di lancio verso il futuro della tutela del mare.Il ricco palinsesto dell’evento ha alternato sessioni scientifiche e attività sul territorio. L’Università di Messina ha curato i forum dedicati alla governance del progetto transfrontaliero GoInAMP-Med, finanziato dal Programma Interreg NEXT Italia-Tunisia, mentre la Lega Navale Italiana e l’associazione ambientalista Mare Vivo hanno animato diverse tavole rotonde. Parallelamente ai dibattiti, l’isola ha vissuto momenti di coinvolgimento diretto grazie a escursioni in barca, immersioni nelle acque della riserva, tour virtuali guidati da ARPA Sicilia e visite con degustazioni presso le aziende agricole locali. Il momento più suggestivo si è svolto a bordo di Nave Palinuro, la storica nave scuola della Marina Militare Italiana, dove le autorità hanno reso omaggio all’intuizione pionieristica dei primi direttori Lucio Messina e Roberto Sequi, e dei sindaci storici Cola Longo e Vito Ailara, che quarant’anni fa credettero in questa sfida. Guardando al domani, il sindaco di Ustica e presidente dell’Area Marina Protetta, Salvatore Militello, ha lanciato la proposta di istituire un concorso internazionale di fotografia subacquea nella Zona A della riserva, per trasformare quello che un tempo era uno spazio di pesca in una vetrina mondiale della biodiversità marina. Il primo cittadino ha sottolineato la necessità di superare la cultura del divieto come scorciatoia amministrativa, rispondendo alla giusta aspettativa della comunità di vivere il proprio mare e chiedendo, ad esempio, l’ampliamento delle zone di balneazione accessibili vicino a Cala Sidoti. Secondo il sindaco, la conservazione ambientale rappresenta il vero volano dell’economia isolana, come dimostrano i nove diving center attivi e il rilancio dei poli divulgativi. Tra questi spiccano il laboratorio marino appena ricostituito, la stanza del mare, la nuova sala multimediale nell’edificio Anna Maria Notarbartolo e l’imminente riattivazione dell’Acquario, una struttura che finalmente entrerà in funzione dopo quasi vent’anni di chiusura. La rilevanza istituzionale dell’evento è stata ribadita anche dal direttore dell’ente gestore, Davide Bruno, il quale ha espresso grande soddisfazione per la partecipazione dei vertici del Ministero dell’Ambiente, di ISPRA, delle ARPA di Sicilia e Basilicata, della Stazione Zoologica Anton Dohrn e dell’Ordine dei Biologi. Per Bruno, questo anniversario segna l’ingresso dell’area protetta nell’età della piena maturità, consolidando la custodia dell’ambiente marino non più come una scommessa, ma come un dovere morale da consegnare alle nuove generazioni. Il quarantennale ha trovato un legame ideale anche con i linguaggi dell’arte contemporanea attraverso la mostra diffusa TRA/MARE, promossa da APS What’s Art e Kokalo Group. L’installazione Ammonide, opera scelta per questa edizione come simbolo della memoria geologica e del rapporto tra uomo e mare, verrà esposta a Terrasini a luglio e a Ustica a settembre, creando un ponte culturale permanente tra le due comunità nel segno del Mediterraneo.





