L’ondata eccezionale di calore che in queste settimane sta stringendo l’Europa in una morsa si sta manifestando anche in Sicilia con un’intensità mai registrata negli ultimi anni, configurandosi come una vera e propria emergenza sanitaria. Ma se da un lato molte pubbliche amministrazioni hanno risposto ai picchi termici riducendo le attività o disponendo chiusure temporanee, negli istituti penitenziari siciliani la situazione rischia di diventare insostenibile. A lanciare un duro e urgente grido d’allarme sono i sindacati di categoria della Polizia Penitenziaria – OSAPP, UIL PA P.P., U.S.P.P. e FNS/CISL – che in una nota unitaria inviata ai Direttori degli istituti siciliani e ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria hanno chiesto l’adozione immediata di adeguate misure di prevenzione. Il fulcro della protesta sindacale risiede nella natura stessa del servizio della Polizia Penitenziaria. A differenza di altri comparti pubblici, infatti, la vigilanza e la sicurezza all’interno delle carceri devono essere garantite ventiquattr’ore su ventiquattro. I rappresentanti sindacali evidenziano come il personale sia esposto a un rischio significativamente maggiore proprio in ragione dell’impossibilità di interrompere o ridurre le attività istituzionali. Secondo le sigle, lo stress termico causato dalle temperature estreme espone gli agenti a gravi pericoli per la salute, tra cui disidratazione, colpi di calore, cali dell’attenzione e un pesante affaticamento fisico. Si tratta di una condizione che non mina solo il benessere del singolo lavoratore, ma che rischia di avere pesanti riflessi sulla sicurezza dell’intero contesto penitenziario. Per queste ragioni, richiamando formalmente i Direttori d’istituto ai propri obblighi di legge in materia di sicurezza sul lavoro, i sindacati pretendono un piano di interventi concreti. Tra le richieste principali figurano la distribuzione costante di acqua potabile fresca e la rimodulazione dei compiti più gravosi fuori dalle fasce orarie di maggiore esposizione al sole. Viene inoltre sollecitata la verifica immediata dell’efficienza degli impianti di condizionamento, con particolare attenzione ai mezzi utilizzati per le traduzioni dei detenuti, oltre all’individuazione di aree di ristoro climatizzate e all’ampliamento degli orari degli spacci interni per facilitare l’approvvigionamento del personale.La nota sindacale si chiude con un avvertimento perentorio alle Direzioni. Le segreterie locali sono già state invitate a monitorare e segnalare tempestivamente ogni eventuale inerzia o immobilismo da parte dei vertici delle carceri. In mancanza di riscontri immediati e di misure tangibili, i sindacati si dicono pronti a interessare direttamente gli Organi di vigilanza sul lavoro e l’autorità giudiziaria per accertare le responsabilità civili e penali derivanti dalla mancata tutela della salute dei lavoratori.






