domenica 19 Luglio 2026

Lampedusa si prepara alla visita del Papa, il parroco don Rizzo: “L’isola vive questo momento con gratitudine e trepidazione” / Video

Lampedusa si prepara alla visita del Papa, il parroco don Rizzo: “L’isola vive questo momento con gratitudine e trepidazione” / Video

LAMPEDUSA (AGRIGENTO) (ITALPRESS) – “Stiamo vivendo momenti di ansia, trepidazione e gioia: tanti sentimenti contrastanti, nei quali però prevale la gioia, aspettando l’incontro con il Santo Padre”. La sua visita qui “è un segnale e noi lo viviamo con un grande senso di gratitudine, oserei dire anche di privilegio, per quello che rappresenta l’isola di Lampedusa, per quello che si è fatto e si fa nei confronti dei migranti. Per cui, oltre alla gioia, c’è questa gratitudine nei confronti della Chiesa per questo piccolo lembo di terra che è Lampedusa”. Così all’Italpress don Carmelo Rizzo, parroco di Lampedusa da cinque anni, che descrive l’attesa per la visita di Papa Leone XIV, che arriverà domani nell’Isola delle Pelagie tredici anni dopo Papa Francesco. Una visita breve ma che assume comunque un grande significato perché il Pontefice toccherà i luoghi simbolo dell’isola e del dramma delle migrazioni.

“Il fenomeno migratorio ha attraversato diverse fasi – spiega don Carmelo Rizzo -. All’inizio, nel 2011, l’isola è stata presa d’assalto e gli arrivi erano davvero massicci. Lampedusa si è trovata a improvvisare la gestione del fenomeno, affrontandolo in maniera spontanea. Tutti gli isolani davano da mangiare, aprivano le proprie case. Poi, man mano che il tempo passava, ci siamo organizzati. Sono arrivate le cooperative, il centro di accoglienza, le varie associazioni, la Croce Rossa e tante altre realtà. Oggi il sistema è abbastanza organizzato ed è gestito principalmente dalla Croce Rossa”. Adesso i migranti “vengono subito trasferiti, perché questo è un centro di primissima accoglienza. La permanenza dura generalmente 24 ore, con un massimo di 48”.

E oggi l’auspicio è che questo viaggio si colleghi a ciò che ha rappresentato per l’Isola la visita di Papa Francesco nel 2013. “I toni di Papa Francesco sono stati schietti – ricorda -. Ha utilizzato quell’espressione rimasta impressa, la ‘globalizzazione dell’indifferenza’, di un mondo che pensa a se stesso e non si cura degli altri. Credo che Papa Leone sia sulla stessa scia. Ha utilizzato un’altra espressione altrettanto forte, nel videomessaggio che ha voluto lasciare all’isola annunciando la visita: ‘Speriamo che non si passi dalla globalizzazione dell’indifferenza alla globalizzazione dell’impotenza’. È questo che ci auguriamo e credo che il Papa dirà qualcosa in merito”, conclude.

– Foto col3/Italpress –

(ITALPRESS).

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