Unire le forze per dare una risposta concreta all’emergenza abitativa sul territorio. Con questo obiettivo la sindaca di Marsala, Andreana Patti, e il presidente dello Iacp (Istituto Autonomo Case Popolari), Vincenzo Scontrino, hanno siglato un protocollo d’intesa che punta a coordinare le rispettive strutture tecniche per intercettare i fondi europei FESR e le risorse del Piano Casa. Se da un lato l’accordo viene presentato dalle istituzioni come una svolta sinergica fondamentale per i soggetti in condizione di fragilità socio-economica, dall’altro l’iniziativa non è esente da perplessità e solleva diverse incognite sulla reale ed efficiente messa a terra dei progetti.
L’intesa nasce con l’intento indubbiamente lodevole di promuovere l’accesso ad alloggi a prezzi accessibili, ponendo al centro dell’agenda politica il benessere delle fasce più deboli della popolazione. Nelle intenzioni della sindaca Patti, questa sinergia rappresenta la chiave per attingere alle risorse necessarie e realizzare soluzioni abitative stabili per le famiglie bisognose, un obiettivo sociale sacrosanto, che merita il pieno sostegno della comunità. Per tradurre le parole in fatti, specie in vista di un imminente bando del Dipartimento regionale alla Famiglia, Comune e Iacp hanno annunciato la nascita di un tavolo tecnico permanente con il compito di seguire le procedure burocratiche e monitorare lo stato di avanzamento dei progetti.
Dietro la bontà dell’iniziativa e i toni entusiastici del comunicato ufficiale, tuttavia, emergono i limiti strutturali tipici della macchina amministrativa pubblica, che rischiano di trasformare l’ennesimo accordo in un nulla di fatto. La prima perplessità riguarda proprio l’istituzione del tavolo tecnico permanente, poiché nella storia della burocrazia nostrana la creazione di nuovi tavoli e cabine di regia si è spesso rivelata uno strumento per dilatare i tempi, moltiplicare le riunioni e disperdere le responsabilità operative, sollevando il dubbio se fosse davvero necessario un nuovo organismo formale per garantire il semplice dialogo tra i tecnici dei due Enti.
Inoltre, l’efficacia pratica di questa lodevole intenzione è interamente subordinata alla partecipazione a bandi futuri non ancora emanati, il che significa che ad oggi non ci sono fondi reali in cassa né progetti esecutivi pronti a partire. Tra l’attesa dei decreti regionali, la stesura delle domande, le graduatorie spesso rallentate da ricorsi e l’effettivo avvio dei cantieri rischiano di passare anni, a fronte di un’emergenza abitativa, che a Marsala richiede invece risposte immediate.
A questo si aggiunge la frammentarietà dei finanziamenti previsti, che spaziano tra FESR, Piano Casa e altre linee europee, rendendo complessa una programmazione lineare e coerente a lungo termine. Una macchina progettuale così articolata dovrà poi scontrarsi con la carenza di organico, che storicamente affligge gli uffici tecnici comunali e dello Iacp, aumentando il rischio concreto di non riuscire a rispettare le stringenti scadenze europee.
Infine, il protocollo pecca di estrema genericità, mancando del tutto di dati e obiettivi misurabili. Nel testo non viene citato alcun numero relativo al fabbisogno abitativo reale di Marsala, né si stima quanti alloggi si prevede effettivamente di recuperare o quale sia il budget di partenza, rendendo impossibile per i cittadini verificare se si tratti di una svolta reale o soltanto di un nobile annuncio d’intenti.





