Un vero e proprio arsenale bellico risalente agli anni Cinquanta, ma perfettamente conservato e pronto a esplodere, è stato scoperto dai Carabinieri nelle aree rurali di Mistretta. L’operazione ha portato all’arresto in flagranza di un uomo di 37 anni del luogo, già noto alle forze dell’ordine, ritenuto responsabile del reato di detenzione illegale di munizioni ed esplosivi da guerra.
Il blitz è scattato nell’ambito di un servizio straordinario di controllo del territorio predisposto dalla locale Compagnia Carabinieri nelle zone campestri di competenza. I militari, supportati dall’alto da un elicottero del dodicesimo Nucleo di Catania Fontanarossa e affiancati sul terreno dal personale specializzato dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, hanno eseguito una perquisizione d’iniziativa in un terreno e presso un casolare nella disponibilità dell’indagato, rintracciato sul posto mentre conduceva dei capi di bestiame.
Durante le ricerche, gli operanti hanno individuato e sequestrato un ingente quantitativo di munizioni ed esplosivi da guerra. Il deposito clandestino era nascosto all’interno di un anfratto naturale presente nel costone roccioso adiacente alla proprietà, una posizione che lo rendeva del tutto invisibile dall’esterno. Tra il materiale rinvenuto figurano tredici granate da mortaio cariche di tritolo, milleottocento munizioni di vario calibro e ventuno piastrine di caricamento per mitragliatrice.
I primi accertamenti hanno evidenziato che le granate, sebbene fossero in dotazione all’Esercito Italiano fino agli anni Cinquanta, sono tuttora perfettamente funzionanti e pronte all’uso. L’arsenale veniva gestito con particolare accortezza per preservarne il potenziale distruttivo, tanto che gli ordigni sono stati trovati sigillati all’interno di tubi di plastica di recentissima fabbricazione.
Tutto il materiale è stato messo in sicurezza dagli artificieri antisabotaggio del Comando Provinciale Carabinieri di Palermo e successivamente inviato al RIS di Messina per gli accertamenti tecnici del caso. Gli esperti della scientifica si concentreranno sulla ricerca di tracce genetiche e dattiloscopiche, analizzando anche quelle potenzialmente risalenti a decenni addietro sulle carte di confezionamento delle granate, nel tentativo di identificare gli utilizzatori e gli altri custodi che nel tempo hanno gestito la santabarbara.
Per quanto riguarda la situazione giudiziaria del trentasettenne, l’arresto è stato inizialmente convalidato dal GIP di Patti, che ha disposto la custodia cautelare presso la Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto. Successivamente, a seguito del giudizio di Riesame innanzi al Tribunale di Messina, la misura è stata rimodulata e l’uomo si trova ora ristretto agli arresti domiciliari. Anche i giudici del Riesame hanno comunque confermato la tesi accusatoria della custodia attiva dell’arsenale da parte dell’indagato.





