sabato 25 Luglio 2026

Amabilina, polemica sul lucchetto tagliato: per Liberi e Lilybeo Viva è “spettacolarizzazione della politica”

La tranciatura di un lucchetto al campo di calcetto del quartiere Amabilina è finita al centro del dibattito politico locale. L’intervento dell’Amministrazione comunale, trasformato in un evento simbolico e celebrativo, ha sollevato la reazione critica dei movimenti politici Liberi e Lilybeo Viva, che denunciano una narrazione definita spettacolare e lontana dalla realtà dei fatti amministrativi. Nel mirino dei due movimenti non c’è l’atto in sé, poiché la rimozione di un lucchetto apposto abusivamente per restituire lo spazio ai cittadini è considerata un’azione del tutto legittima e doverosa, ma le modalità con cui è stata comunicata e messa in scena. L’episodio è stato infatti accompagnato da toni definiti epici, parlando di una comunità che si riappropria dei propri spazi contro chi vorrebbe imporsi nel quartiere. Una narrazione che, secondo Liberi e Lilybeo Viva, finisce per trasformare il ripristino della legalità in una rappresentazione politica. I movimenti tengono a fare chiarezza sulla genesi dell’opera per ristabilire la correttezza storica e istituzionale, ricordando che il campo di calcetto non rappresenta una scoperta recente. L’area si inserisce infatti nel più ampio progetto Amabilina Social Housing, finanziato per oltre 1,6 milioni di euro e avviato durante la precedente amministrazione guidata dall’ex sindaco Grillo. A questo si aggiunge un ulteriore finanziamento di 650 mila euro specificamente destinato a migliorare l’accessibilità e la fruibilità dell’area sportiva, all’interno di un complesso già affidato a un consorzio di cooperative per ospitare servizi di inclusione sociale, tra cui biblioteca, poliambulatorio, auditorium, scuola di musica, orti e verde pubblico. Per Liberi e Lilybeo Viva, l’accesso al campo di calcetto avrebbe potuto essere garantito semplicemente attraverso l’ingresso principale già in gestione al consorzio, senza la necessità di un intervento mediatico davanti alle telecamere. La lotta all’illegalità viene definita come una cosa seria che non ha bisogno di spettacolarizzazioni capaci soltanto di far perdere credibilità all’istituzione Comune, ribadendo come sia fondamentale riconoscere il lavoro amministrativo e la verità sui finanziamenti ottenuti in passato. La presa di posizione si chiude con un affondo sul principio della gestione della cosa pubblica, ricordando che le opere pubbliche non appartengono ai Sindaci ma alla città, e che ad Amabilina, prima di un lucchetto tranciato davanti alle telecamere, c’era già un progetto di inclusione sociale finanziato, progettato e avviato.

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