sabato 25 Luglio 2026

Sicilia in ginocchio per i roghi: oltre 24 mila ettari in fumo da inizio anno. Legambiente chiede l’intervento dell’esercito

La Sicilia si conferma drammaticamente la regione più colpita d’Italia e del Mezzogiorno sul fronte degli incendi boschivi. È quanto emerge dal bilancio diffuso da Legambiente ed elaborato sui dati dell’analisi Effis – Copernicus, che fotografa una situazione fuori controllo nell’isola dall’inizio dell’anno fino al 21 luglio 2026.
I dati restituiscono le dimensioni di una vera e propria calamità: 328 roghi appiccati su tutto il territorio regionale hanno incenerito 24.451 ettari di terreno, una superficie devastata pari a ben 34.930 campi da calcio. A rendere la crisi insostenibile è stata l’ultima settimana, compresa tra il 15 e il 21 luglio, durante la quale 87 roghi hanno ridotto in cenere ben 16.834 ettari, rappresentando oltre la metà del totale accumulato in quasi sette mesi. Il primato negativo della Sicilia emerge con forza anche nel confronto con il resto del Sud Italia: sui 34.341 ettari complessivamente bruciati nel Mezzogiorno nello stesso periodo, il 70% si concentra proprio nell’isola.
La mappa dei danni colpisce duramente le comunità locali e, nella classifica nazionale dei primi dieci comuni per ettari bruciati da inizio anno, ben nove sono siciliani. Bivona guida la tragica lista con 2.452 ettari inceneriti, seguita da Butera, Campofelice di Fitalia, Castronovo di Sicilia, Salemi, Sutera e Agrigento.
Di fronte a questa escalation, Antonio Nicoletti, responsabile nazionale aree protette di Legambiente, ha lanciato un grido d’allarme sottolineando che l’Italia continua a rincorrere il fuoco con sempre più fatica, mentre a pagare lo scotto sono i territori, l’ambiente, la biodiversità e i cittadini, ricordando che la prevenzione resta l’unica difesa efficace. Per fronteggiare l’emergenza l’associazione invoca misure straordinarie, tra cui l’urgente adozione di un piano nazionale antincendi che metta al centro prevenzione e controlli e l’intervento dell’esercito. Sul fronte locale, il presidente di Legambiente Sicilia Tommaso Castronovo avanza proposte operative immediate che includono la convocazione dei comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza per un presidio capillare del territorio e la gestione della crisi trattando gli incendi come una vera e propria calamità naturale, così da attivare tempestivamente una rete di intervento nazionale e internazionale dotata di mezzi e attrezzature adeguate.

Ti consigliamo

La nostra diretta

Ultim'ora

In primo piano

CHIUDI

CHIUDI