In Sicilia è scontro politico sulla manovra regionale “Coesione e crescita”. Da un lato si pone il segretario della CGIL Sicilia, Alfio Mannino, che ha definito il provvedimento della Giunta Schifani un «mercato di mance elettorali», criticando lo stanziamento di una cifra compresa tra i 150 e i 200 milioni di euro lasciata alla trattativa parlamentare per micro-interventi localistici. Per il sindacato, il disegno di legge non genera occupazione stabile e trasforma il bilancio regionale in uno strumento di consenso anziché di sviluppo, ignorando così le vere emergenze dell’Isola, quali sanità, infrastrutture, precariato e sviluppo.
Dall’altro lato, le forze politiche che sostengono il Governo presieduto da Renato Schifani, tra cui i capigruppo all’Ars Stefano Pellegrino e Giorgio Assenza, replicano accusando la CGIL Sicilia di fare politica e opposizione partitica, anziché occuparsi dei propri temi specifici.
La controreplica di Mannino non si fa attendere, rivendicando la legittimità della battaglia sindacale a nome di lavoratori, pensionati, disoccupati e giovani. Il segretario della CGIL distingue la normale discussione parlamentare dalla pratica del voto di scambio legislativo, criticando l’approvazione di norme parcellizzate e contributi clientelari che servirebbero unicamente a garantire consensi elettorali ai singoli deputati.





