“Le opere d’arte custodite nei nostri musei sono il nostro oro.” Con queste parole Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Assemblea Regionale Siciliana, interviene con fermezza sulla gestione e sulla tutela del patrimonio artistico dell’Isola, sollevando interrogativi urgenti in seguito ai fatti emersi attorno al Museo Regionale di Messina e al trafugamento di alcune opere.
Al centro della denuncia vi è la figura di Antonello da Messina, pilastro della pittura del Quattrocento e simbolo imprescindibile dell’identità culturale siciliana. Per Schillaci, trovarsi di fronte a vulnerabilità e mancanze di sicurezza in un polo museale di tale importanza rappresenta una situazione non tollerabile.
Il nodo cruciale sollevato dalla parlamentare riguarda l’inefficacia della prevenzione strutturale. Dalle verifiche emergono criticità allarmanti, tra cui la presenza di piani di sicurezza fermi addirittura a 25 anni fa. Schillaci denuncia che non è ammissibile intervenire soltanto a danno avvenuto, poiché la protezione dei beni culturali richiede standard moderni, costantemente monitorati, aggiornati e verificati. Inoltre, già nei mesi scorsi era stata portata all’attenzione del governo regionale la necessità di attivare pienamente la mappa del rischio dei beni culturali e la Carta dei beni culturali, ritenuti strumenti basilari per la salvaguardia del patrimonio.
L’esponente del M5S conclude ribadendo che musei, chiese, siti archeologici e depositi sparsi per la regione custodiscono una ricchezza economica e culturale incalcolabile, che merita di essere difesa prioritariamente. “Il patrimonio culturale siciliano non può essere trattato come un tema marginale dell’azione di governo. Abbiamo nei nostri musei, nelle nostre chiese, nei siti archeologici e nei depositi opere che rappresentano un patrimonio economico e culturale incalcolabile. Vanno protette come si protegge un tesoro.”





