martedì 18 Agosto 2026

Social freezing in Sicilia: la deputata Ciminnisi sollecita la Regione sul ddl per la conservazione degli ovociti

Il tema del social freezing, ovvero la conservazione criogenica degli ovociti a scopo non terapeutico, è al centro del dibattito politico e mediatico, alimentato da recenti provocazioni internazionali e dall’attenzione dei quotidiani nazionali. Tuttavia, in Sicilia la questione è approdata all’ARS già dieci mesi fa, grazie a un disegno di legge a prima firma della deputata del M5S Cristina Ciminnisi, che oggi ne chiede con forza la calendarizzazione.
Il testo depositato all’Assemblea Regionale Siciliana prevede un contributo economico fino a 3.000 euro destinato alle donne di età compresa tra i 27 e i 40 anni che presentino un ISEE fino a 30.000 euro, offrendo così un sostegno concreto a chi sceglie di preservare la propria fertilità.
Ciminnisi sollecita il presidente della commissione Sanità, Giuseppe Laccoto, e il presidente dell’ARS, Gaetano Galvagno, affinché la proposta esca dallo stallo in cui si trova da quasi un anno. La deputata sottolinea come l’Ars avrebbe potuto essere antesignana sul tema, lamentando che il testo sia rimasto fermo mentre il dibattito nazionale si è acceso. Viene richiesto di inserire il ddl tra le priorità per portarlo in Aula o per introdurlo già al rientro dalla pausa estiva nella discussione sulla prossima manovra.
La deputata pone l’accento sull’urgenza temporale legata alla biologia femminile e alle difficoltà socio-economiche attuali, evidenziando che i tempi biologici non sono negoziabili come quelli della politica e che ogni mese di ritardo rappresenta un mese sottratto alle donne costrette a decidere se preservare la fertilità senza alcun supporto pubblico. Viene inoltre ribadito che il social freezing risponde a condizioni reali come la precarietà, i salari bassi e l’assenza di servizi di conciliazione, ricordando che la politica ha il dovere di governare il presente e non di rincorrerlo.
Mentre a livello nazionale si discute sull’inclusione della procedura all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza, diverse regioni italiane si sono già attivate per offrire un sostegno analogo. La Puglia ha introdotto un contributo specifico, mentre Toscana, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno avviato misure simili a supporto della fertilità. L’iniziativa in Sicilia punta a chiarire se la Regione intenda affiancare le proprie cittadine, concludendo che una proposta di legge rispondente a bisogni così urgenti non può restare lettera morta.

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