sabato 29 Agosto 2026

Godrano, “truffa del finto Carabiniere” arrestati due uomini sequestrati anche falsi distintivi, operazione dell’arma a tutela degli anziani

Ancora un colpo sventato dopo il recente arresto eseguito a Marineo legato sempre alla fastidiosa “truffa del finto carabiniere”. L’attenzione e la tempestività dei militari della Compagnia di Misilmeri consente di incastrare altri due presunti responsabili, bloccati prima che potessero portare a termine il raggiro ai danni di una anziana signora. I Carabinieri della Stazione di Godrano hanno arrestato in flagranza di reato due palermitani di 30 e 39 anni, il primo incensurato e il secondo con precedenti di polizia specifici, entrambi accusati di tentata truffa aggravata. Nel medesimo contesto operativo quest’ultimi sono stati anche denunciati in stato di libertà, per il possesso di segni distintivi contraffatti. La vicenda ha preso avvio quando la vittima, una donna residente a Godrano, è stata contattata telefonicamente da sconosciuti che, spacciandosi per appartenenti alle forze dell’ordine, le richiedevano la consegna di denaro e valori a titolo di cauzione per presunte indagini conseguenti a un illecito penale. La donna, compreso tempestivamente che si trattava di un raggiro, non ha ceduto al ricatto emotivo ed ha velocemente allertato il figlio che, raggiunta l’abitazione della madre, ha contattato il Numero di Emergenza Unico 112, consentendo l’intervento dei veri Carabinieri che sono riusciti a fermare e identificare i due indagati. Nel corso delle perquisizioni, i militari hanno rinvenuto e sequestrato materiale chiaramente destinato a simulare la qualità di pubblico ufficiale, una tessera riportante una riproduzione grossolana dei marchi istituzionali dell’Arma dei Carabinieri e una carpetta con logo ed estratti prestampati riconducibili alla polizia giudiziaria. Contestualmente, è stata anche sequestrata amministrativamente ai fini della confisca l’autovettura impiegata dai due per compiere il delitto. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della locale Procura della Repubblica, guidata dal dott. Angelo Vittorio Antonino Cavallo, ha convalidato gli arresti applicando al 30enne la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e al 39enne, quella degli arresti domiciliari.

È doveroso rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di non colpevolezza.

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