mercoledì 16 Settembre 2026

Crisi della vitivinicoltura nel trapanese: allarme rosso per la vendemmia 2026 tra scorte record e emergenza idrica

La vendemmia 2026 nel territorio trapanese si apre sotto il segno della profonda preoccupazione. A lanciare l’allarme è la sezione provinciale di FedAgricoltura, confederata CIFA, che denuncia una crisi strutturale e non più solo stagionale, capace di colpire l’intera filiera dai vigneti fino ai mercati di sbocco.Al centro della vertenza ci sono i dati allarmanti sulle giacenze: al 31 luglio 2026 la Sicilia contava oltre 2,69 milioni di ettolitri di vino invenduto, e la sola provincia di Trapani ne custodisce circa 1,4 milioni, rappresentando più della metà dell’intera scorta regionale. Un macigno per i serbatoi delle cantine che, sommandosi all’avvio della nuova raccolta, paralizza la capacità di ammasso e fa temere una pesante contrazione dei prezzi riconosciuti ai viticoltori. A complicare ulteriormente il quadro intervengono i fattori climatici e strutturali. Il caldo anomalo e la grave carenza d’acqua, smentita recentemente dal Governo Schifani, che ha dichiarato terminata l’emergenza con un plus degli invasi del 60% rispetto allo scorso anno,  stanno compromettendo le rese produttive nei campi. Come evidenziato dal presidente provinciale di CIFA e FedAgricoltura Trapani, Gaspare Ingargiola, il problema non risiede soltanto nella scarsità di precipitazioni, ma nell’inefficienza delle infrastrutture e delle reti di distribuzione idrica incapaci di rifornire adeguatamente le campagne. Contro il rischio di un progressivo impoverimento della base produttiva, le organizzazioni chiedono di superare la logica dei singoli interventi tampone, come la vendemmia verde finanziata dalla Regione, per approdare a un piano straordinario condiviso con Regione e Governo nazionale. Le richieste prioritarie includono misure immediate sulle eccedenze tramite distillazione di crisi, garanzie sul conferimento e sulla remunerazione delle uve, interventi urgenti sugli invasi e sulla rete irrigua, oltre a un piano strutturale di promozione per l’export e le produzioni certificate.La richiesta formale rivolta alle istituzioni è l’immediata convocazione di un tavolo di crisi specifico per la provincia di Trapani. L’obiettivo dichiarato è trasformare la vendemmia in un punto di partenza per una nuova strategia industriale che tuteli il patrimonio economico, paesaggistico e occupazionale del territorio.

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