Con la “Carta di Pantelleria” si è chiusala IV Edizione della Rassegna del mare Sebastiano Tusa, promossa dalla Fondazione Sebastiano Tusa. Tre giorni intensi tra cultura, visite guidate, dibattiti di archeologia, ambiente e sport velico, promossi dalla Fondazione Sebastiano Tusa, per riaffermare il ruolo centrale di Pantelleria nella ricerca scientifica e nella divulgazione delle civiltà del Mediterraneo, proseguendo nella direzione tracciata Sebastiano Tusa, archeologo e soprintendente del Mare della Regione Sicilia, scomparso nel 2019. Fondazione Sebastiano Tusa, Istituzioni e operatori locali hanno sottoscritto la “Carta di Pantelleria”, un documento strategico, che come quello già lanciato, due anni fa, per l’isola di Ustica, promuove la salvaguardia dell’ambiente, la cultura, la ricerca scientifica, lo sviluppo e il turismo sostenibile nell’isola di Pantelleria. Ad anticipare il dibattito con le Istituzioni e gli operatori locali due tappe fondamentali per la storia antica e naturalistica del territorio: la prima al Villaggio preistorico di Mursia dove si è tenuto l’incontro con Felice Crescente, direttore del Parco archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria e con la visita guidata condotta da Maurizio Cattani dell’Università di Bologna. La seconda al Lago di Venere con le guide ufficiali del Parco Nazionale Isola di Pantelleria. Piazza di Scauri è stata il centro del dibattito scientifico e istituzionale con “Rotte Mediterranee e circolazione di popoli” con la tavola rotonda presentata da Giulia Pruneti e condotta da Piero Pruneti (Archeologia Viva) e con la partecipazione di accademici ed esperti come gli archeologi Maurizio Cattani, Massimo Cultraro, Fabio Martini, Giorgio Murru e il presidente della Fondazione Mont’e Prama Anthony Muroni. A prendere parte al confronto operativo sulla Carta di Pantelleria il sindaco Fabrizio D’Ancona, il presidente del Parco Nazionale Italo Cucci, la presidente della Fondazione Valeria Li Vigni Tusa, il direttore generale di Arpa Sicilia Vincenzo Infantino, l’ecologo marino Franco Andaloro, il direttore del Parco Archeologico Felice Crescente, il biologo dell’Università di Palermo Franco Palla e l’assessore alla Cultura del Comune di Pantelleria Adele Pineda. Le proiezioni de “I leoni di Lissa” di Nicolò Bongiorno, un’esplorazione subacquea raccontata come una fiaba moderna sulle tracce della celebre battaglia navale del 1866, e “La terra di Yrnm” di Nicola Ferrari, viaggio tra i cantieri di scavo dell’isola e prezioso omaggio alla figura di Sebastiano Tusa, hanno concluso il Pantelleria Archeofilm, sezione docufilm a cura di Firenze Archeofilm – Archeologia Viva (Giunti Editore). Ad aggiudicarsi, tra i quattro docufilm proiettati nel corso della “Rassegna”, il premio miglior film scelto dal pubblico è stato il documentario “La terra di Yrnm” di Nicola Ferrari, prodotto da Anna Silvia. Conferiti anche il “Premio Patrimonio Subacqueo” alla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana, il “Premio alla Memoria”, nel ricordo di Rosario Di Fresco, per il contributo alle ricerche e alle scoperte archeologiche sull’isola, il “Premio Patrimonio Immateriale – Opera dei Pupi” a Mimmo Cuticchio e il “Premio Mediterraneo per l’Arte Contemporanea” all’artista Cossyro. L’appuntamento per la seconda parte della “Rassegna del Mare Sebastiano Tusa” è dall’11 al 12 settembre a Ustica.
SERVIZIO- La “Carta di Pantelleria” chiude la IV Edizione della “Rassegna del Mare Sebastiano Tusa”
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