La scomparsa di Emma Bonino, avvenuta oggi a Roma all’età di 78 anni, segna la conclusione di un percorso politico e umano tra i più intensi, influenti e radicalmente liberi dell’intera storia della Repubblica italiana. Cresciuta nella provincia piemontese e dotata di un’insoffrenza innata verso ogni forma di dogmatismo o convenzione borghese, Bonino ha interpretato la militanza non come una semplice ambizione di potere, ma come una pratica quotidiana di lotta civile, fondata sull’azione diretta e su una costante tensione intellettuale orientata al cambiamento della società.
Fin dai suoi esordi nel movimento radicale, durante la metà degli anni Settanta, in coincidenza con l’apertura dei primi consultori, la sua voce si è levata con forza per scardinare le anacronistiche norme del codice penale e affermare diritti fondamentali come l’autodeterminazione femminile e la legalizzazione dell’interruzione di gravidanza. Celebri e dirompenti furono i suoi gesti di disobbedienza civile e i rigorosi scioperi della fame e della sete condotti in prima persona, spesso a rischio della propria incolumità fisica, per denunciare ingiustizie, regimi autoritari e violazioni dei diritti umani fondamentali in ogni angolo del pianeta.
La sua azione politica non si è mai limitata ai confini nazionali, ma si è ampliata in una dimensione autenticamente transnazionale ed europea. Nelle sue alte vesti istituzionali, da commissaria europea a ministra degli Esteri, passando per la vicepresidenza del Senato, Bonino ha esportato una visione rigorosa e pragmatica delle istituzioni, lottando instancabilmente per l’affermazione dello stato di diritto, per l’abolizione universale della pena di morte e per la costruzione di un’Unione Europea federale, coesa e fedele ai suoi valori originari. Anche negli ultimi anni, affrontando la malattia con trasparenza, coraggio e un’inconfondibile ironia, ha continuato a offrire preziosi ammonimenti sulle fragilità della democrazia contemporanea.
La sua morte lascia un vuoto incolmabile nel panorama politico italiano, rimasto oramai orfano di un punto di riferimento morale e culturale capace di anticipare i tempi e di indicare la rotta dei diritti civili, dinanzi ad una politica che spesso preferisce guardare altrove.
Morta Emma Bonino, la voce dei diritti civili: una vita spesa per la libertà e l’Europa
Ti consigliamo



